Binotto: “Direzione giusta. Abbiamo fatto progressi”. Ma è davvero così?

Dopo il 6° posto di Leclerc a Sochi la Ferrari grida alla ripresa, ma in realtà le ragioni per festeggiare non sembrano essere molte.

Mattia Binotto (Getty Images)
Mattia Binotto (Getty Images)

E’ vero, Leclerc ha tagliato il traguardo in sesta piazza e l’essere arrivato a punti con una Ferrari come quella che sta guidando potrebbe già di per sé essere considerato un grande traguardo, ma se andiamo a guardare il distacco da Bottas, superiore al minuto, beh, c’è ben poco da sorridere. Aiutato dai ritiri e dai guai altrui, il monegasco si è portato avanti sullo schieramento pur non brillando, mentre perlomeno Vettel nelle retrovie ha provato a combattere con una SF1000 capace di farsi sfilare anche dalle Williams.

Nonostante questi dati poco confortanti, al termine del weekend di Sochi, il boss Mattia Binotto si è dichiarato soddisfatto.

“Abbiamo fatto un passo avanti sia in termini di risultato, sia di competitività”, ha detto. “Charles è stato autore di una gara molto solida e ha saputo tirare fuori il possibile dal pacchetto a disposizione. Aggressivo nelle primissime battute e poi capace di gestire con grande maturità considerato che deve ancora compiere 23 anni”.

Sebastian invece non è entrato in top 10 ed è rimasto imbottigliato nel traffico”, si è limitato ad affermare del tedesco, ormai sempre più solo e snobbato.

Felice delle risposte avute dai piccoli aggiornamenti aerodinamici portati in Russia dopo diversi GP di immobilismo, l’ingegnere promosso a dirigente promette ulteriori progressi in occasione del prossimo appuntamento fra due settimane in Germania.

“A disposizione abbiamo avuto qualche novità, però niente di trascendentale in termini di prestazione. In ogni caso stiamo andando nella giusta direzione”, ha proclamato convinto (beato lui!). “In un campionato in cui i rapporti di forza in centro gruppo sono molto ravvicinati basta poco per migliorare”, ha chiosato. E pensare che invece, da quello che si vede la Rossa sembra andare sempre più indietro…

Alfa Romeo e Ferrari (©Getty Images)

Chiara Rainis