MotoGP, Jack Miller e l’incognita Portimao

Jack Miller crede nella corsa al titolo mondiale. E sottolinea come Portimao, ultima gara del 2020, sarà un punto interrogativo per tutti.

Jack Miller
Jack Miller ((Photo by Mirco Lazzari gp/Getty Images)

Jack Miller non lo dice per scaramanzia ma inizia a credere nella vittoria al titolo mondiale. In una stagione senza leader, e con Marc Marquez assente, tutto è possibile fino all’ultima gara di Portimao. “Penso che questo Mondiale sarà emozionante fino alla fine. Lo sapevamo tutti non appena Marc si è infortunato. Tutti sono migliorati, ma poi abbiamo visto tanti errori ”, ha spiegato il pilota Pramac. “La cosa più importante ora è minimizzare il tasso di errore e raccogliere più punti possibile. Ma non possiamo affrontare la questione in modo troppo conservativo, dobbiamo cercare di lottare per il podio e le vittorie ogni volta che è possibile”.

Il circuito di Misano sta facendo riscontrare qualche problema di troppo ai piloti Ducati. A parte Pecco Bagnaia, autore di una gara magistrale nello scorso week-end, quando è riuscito a conquistare la seconda piazza finale. “Pecco ha uno stile di guida abbastanza fluido, quindi può davvero far scivolare la moto qui. Guardiamo i suoi dati, ma qui è dura per noi. Ma ci sono tratti in un futuro non così lontano, in cui io e la nostra moto andiamo d’accordo: Aragón, Le Mans, Barcellona, ​​Valencia e alla fine c’è un grande punto interrogativo”.

Incognite Portimao e Suzuki

Il 22 novembre il Motomondiale 2020 si chiuderà su un circuito inedito, Portimao, dove i piloti e i collaudatori testeranno il 7 e l’8 ottobre. “Guidare lì per la prima volta una MotoGP sarà strano per tutti. Ma mi piace adattarmi alle nuove piste. E mi sento anche come se le imparassi abbastanza velocemente. Vediamo”.

Occhi puntati sulla Suzuki, che Fabio Quartararo ha definito “la moto perfetta”. Ma Jack Miller sottolinea qualche contraddizione. “Quando si parla di Suzuki, Rins è caduto nel primo GP di Jerez, si è infortunato alla spalla ed è lentamente tornato a Spielberg. Era in forma, ma poi è caduto di nuovo nella prima gara quando ha cercato di sorpassare me e Dovi. Penso che Mir sia stato l’unico pilota coerente, il che è strano perché è solo il suo secondo anno nella classe. Ha messo in ombra il suo compagno di squadra e attualmente sembra l’asso più affidabile della Suzuki”.

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