Le spintarelle a Schumi Jr. e i rischi di bruciarlo. La Ferrari sta sbagliando?

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Il giovane Schumacher in bilico tra Haas e Alfa Romeo su invito della Ferrari. Ma è davvero giusto promuoverlo così presto?

Mick Schumacher (©Getty Images)

Chi ha visto il capolavoro di David Lynch “Mulholland Drive” si ricorderà della scena in cui durante un casting arrivava un uomo con la foto di una donna e continuava a ripetere “è lei la ragazza”, intendendo che il regista del film avrebbe dovuto ingaggiare la raccomandata di turno. Ecco, quanto sta succedendo in F1 con Mick Schumacher è esattamente questo. Suo malgrado essendo lui un giovane umile e riservato, chi gli sta vicino sta cercando di piazzarlo a tutti costi in un team della massima serie con il pericolo di bruciarlo e con meri interessi di marketing.

D’altronde che non siano solamente ciance lo ha detto pure il boss dell’Alfa Romeo Frederic Vasseur dal paddock del Mugello. “Sono certo che arriverà nel Circus molto presto”, le parole che fanno intendere che ci sia qualcosa di reale e concreto anche nella stessa scuderia del Biscione. E se comunque non è da escludere il licenziamento di Antonio Giovinazzi, protagonista di alcuni errori importanti quest’anno, il candidato più probabile a cedere il sedile resta Kimi Raikkonen, prossimo 41enne ma finora autore di una stagione gagliarda, con prestazioni notevoli se si pensa alla macchina che guida.

In ogni caso, qualora non dovesse finire alla ex Sauber, Schumi Jr. potrebbe essere reclutato dalla Haas. “E’ molto probabile che uno dei due volanti andrà un talento emergente”, ha affermato il manager Gunther Steiner ad f1-insider.com ammettendo che nel ventaglio dei candidati oltre al figlio d’arte figurano altri due nomi legati al Cavallino come Callum Illot e Robert Schwartzman. Bocciato per il momento il buon Sergio Perez, appena cacciato dalla Racing Point per far posto a Sebastian Vettel : “Ho molta stima nei suoi confronti, ma ci sono altri piloti di pari livello”, il commento tranchant e dal tono definitivo del meranese.

Antonio Giovinazzi e Kimi Raikkonen (©Getty Images)

Chiara Rainis