Marko smonta Gasly: “Una vittoria non basta per la Red Bull”

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La strada è ancora tutta in salita per Gasly. Il fresco vincitore del GP d’Italia di F1 è stato nuovamente bocciato dal talent scout Marko.

Pierre Gasly (©Getty Images)

Malgrado l’emozionante successo conquistato domenica scorsa a Monza Pierre Gasly non verrà preso in considerazione dalla Red Bull per la formazione 2021. Il messaggio è arrivato forte e chiaro dopo che il driver di Rouen aveva sostenuto davanti ai media che “quando si portano a casa risultati di peso sarebbe giusto venire premiati”. Ma evidentemente per il dr. Helmut Marko non è così. Nonostante tutto il #10 non deve aver ancora fatto abbastanza per ottenere la sua fiducia.

In fin dei conti, il potente 77enne non ha mai fatto nulla per nascondere la sua scarsa considerazione nei confronti del transalpino già in epoca GP2.

“Il team non vinceva dal 2008 con Sebastian Vettel e salvo  Verstappen quest’anno soltanto io sono stato in grado di battere la Mercedes“, lo sfogo del 24enne a L’Equipe che ormai è quasi scontato dovrà accontentarsi di una nuova stagione in Alpha Tauri.

“Al momento non stiamo valutando un suo passaggio in Red Bull. Dove si trova sta facendo un ottimo lavoro e pure lì c’è bisogno di un leader”, ha tagliato corto punzecchiato dall’agenzia DPA il cacciatore di talenti del gruppo fondato da Dietrich Mateschitz, che piuttosto che celebrare per il trionfo clamoroso di un ragazzo del suo vivaio ha preferito rammaricarsi per la mancata occasione per il suo pupillo, centro dello sviluppo della RB16 per raggiungere l’obiettivo di laureare il campione del mondo più giovane della storia. “Ci era stata servita un’enorme chance per la lotta al titolo, ma l’abbiamo sprecata”, si è lamentato per il ritiro inaspettato di Mad Max in una corsa stranamente incolore per le Frecce Nere.

Passi pure che il #33 debba avere la priorità, ma bocciare platealmente l’autore di un’impresa, mentre l’altro sedile Red Bull è occupato da un Albon quasi sempre in versione comparsa, questo è certamente brutale.

Helmut Marko e Alex Albon (©Getty Images)

Chiara Rainis