Sandro Cortese, campionato SBK 2020 finito: “Sono sopravvissuto”

0
118

Sandro Cortese non pensa al futuro adesso, deve recuperare dal grave infortunio rimediato nel round Superbike di Portimao. Serviranno molti mesi.

Sandro Cortese Superbike
Sandro Cortese (foto Instagram)

Se l’è vista veramente brutta Sandro Cortese nel round Superbike a Portimao, dove ha avuto un incidente con conseguenze abbastanza gravi. Infatti, ha rimediato la frattura della settima vertebra e ha dovuto essere operato.

Il pilota tedesco ha concluso in anticipo il campionato SBK 2020, non lo rivedremo in sella alla Kawasaki ZX-10RR del team Pedercini Racing. La squadra italiana lo sta sostituendo con Roman Ramos. L’ex campione Moto2 e Supersport ora deve pensare solamente al pieno recupero fisico, che richiederà diversi mesi.

Superbike, dubbi sul futuro di Sandro Cortese

Cortese in un’intervista concessa a Speedweek si è così espresso sulle sue prospettive future, considerando che l’infortunio subito è decisamente serio: «Non penso al mio futuro adesso. Prima di tutto voglio tornare a stare bene fisicamente. La mia guarigione richiederà molti mesi e mi prenderò il tempo necessario, senza affrettare le cose e prendere rischi inutili. Ciò che accadrà nel mio futuro lo vedremo più avanti».

Il rider tedesco è concentrato sul pieno recupero fisico, solo in seguito penserà alla carriera. Normale che sia questa la mentalità, visto quello che gli è successo: «La vertebra era fratturata e alcuni pezzi di osso sono volati via. La settima vertebra è stata fissata con due montanti e quattro viti, così da poter guarire in pace. Hanno dovuto fissare le vertebre 5,6,8 e 9. Dopo tre o quattro mesi la settima dovrebbe essere finalmente stabile, ma solo dopo sette o otto il metallo può essere rimosso. Poco prima di Natale avrò una risonanza magnetica per controllare la situazione».

Cortese è finito contro un muro a 130 km/h, oltre alla settima vertebra ha dovuto operare anche un ginocchio e una caviglia. Rimane fiducioso, anche se servirà pazienza: «Sono stato fortunato, visto che la frattura è localizzata abbastanza centralmente nella schiena. Fa male e devo stare attento. La zona del collo e quella lombare funzionano perfettamente, quindi posso muovermi. Sento le gamme e il midollo spinale è a posto. Sul lato sinistro ho dei punti ancora insensibili e serviranno tre-quattro mesi per risentire bene il mio corpo».

Un pilota ha sempre voglia di correre, però il rider del team Pedercini Racing è consapevole che forzare i tempi sarebbe un errore: «I dottori hanno detto che sono stato fortunato. Poteva andare molto peggio. Il mio corpo è riuscito ad assorbire gran parte dell’impatto. Non avessi avuto una corporatura così muscolosa, le cose sarebbero potute andate davvero male. Avevo parecchio sangue nei polmoni. Un comune mortale non sarebbe sopravvissuto. Ringrazio Dio di essere vivo e non su una sedia a rotelle».

Dopo quattro settimane passate tra l’ospedale di Faro e la clinica a Murnau, ha potuto tornare a casa. Entro qualche settimana si recherà in un’altra clinica per la riabilitazione. Non possiamo che fare un grosso in bocca al lupo a Sandro.