Cal Crutchlow elenca i pro e i contro di un paddock vuoto per l’emergenza Coronavirus, ma ammette: “Le giornate sono noiose”.

Cal Crutchlow
Cal Crutchlow (getty images)

L’emergenza Coronavirus ha costretto a concentrare le gare in cinque mesi, con GP spesso ravvicinati e con molti piloti costretti a restare nel paddock per seguire il rigido protocollo stabilito dalla Dorna. Le prime cinque gare si sono condensate in sei settimane, con l’unica pausa tra Jerez e Brno. Dopo due settimane di pausa, il Mondiale riprenderà con il doppio round di Misano (13 e 20 settembre) e sarà seguito dal terzo Gran Premio consecutivo a Barcellona il 27 settembre.

Cal Crutchlow non nasconde una certa noiosità nel vivere questo campionato. “Quando si parla di motociclismo, è esattamente lo stesso di sempre. La pressione è sempre la stessa. La volontà di ottenere i risultati è sempre la stessa”, ha precisato il pilota della Honda. “Poi c’è l’aspettativa della squadra. Ovviamente vuoi sempre portare i migliori risultati possibili”.

La vita nel paddock

Non cambiano, dunque, lo stress da gara e le pressioni personali e esterne, ma alcune circostanze sono del tutto nuove in questa stagione di emergenza sanitaria. “La situazione nel paddock è noiosa. Non c’è niente da fare ”, ha detto il 34enne britannico a Speedweek.com. “Siamo stati in Austria tutta la settimana… Riuscite a immaginare il tempo trascorso davanti allo schermo dei nostri smartphone? Di solito veniamo in pista mercoledì o anche giovedì. Fai tutti i tuoi incontri e gli incontri con la stampa, poi vai a un massaggio, fai un giro in bicicletta e la tua giornata è finita, sei pronto per guidare una moto. Adesso invece siamo già in pista lunedì… Un paio di volte non mi sono alzato prima delle 11.30 per affrontare la giornata”.

L’eccessiva tranquillità nel paddock ha però anche i suoi vantaggi per i piloti del Motomondiale: “Non fraintendermi, ma è bello quando puoi camminare dal camper ai box. Perché ti senti sempre un po’ in colpa, perché non puoi fermarti davanti a tutti. Lo fai con dieci persone e con l’undicesima persona non ti fermi, il che non ti fa sentire bene. Non mi sento così in colpa per questo in questo momento”. L’importante in questo momento è garantire la salute di tutti coloro che hanno accesso al paddock e alle persone che sono al di fuori della “bolla” organizzata da Carmelo Ezepleta e dagli uomini dell’organizzazione. “Penso che Dorna stia facendo un ottimo lavoro per la sicurezza dei piloti e di tutte le persone coinvolte. Il fatto che finora non ci fossero fan è stato deludente per tutti. Ma è anche giusto che i fan non siano ammessi nel paddock, non per il futuro, ma fino a quando non capiremo meglio la situazione. Ma ovviamente vogliamo i fan in pista”.

Cal Crutchlow (Foto Lcr Honda)
Cal Crutchlow (Foto Lcr Honda)