Binotto tranquillizza i tifosi: “La Ferrari non è questa”

Dopo l’ennesima batosta rimediata dalla Ferrari nel primo giorno in Belgio, il boss Binotto prova a rassicurare i fan.

Mattia Binotto (Getty Images)
Mattia Binotto (Getty Images)

Nella giornata di apertura del weekend di Spa per ritrovare la Rossa bisognava scorrere quasi tutta la classifica provvisoria, ma per il team principal Mattia Binotto non sarebbe un dato di cui preoccuparsi. Convinto lui, convinti tutti. In realtà mica tanto.

Che la Ferrari non sia al top della forma lo hanno capito pure i muri da ormai diverse gare, tuttavia un performance così deludente come quella di venerdì in cui sia Vettel, sia Leclerc sono stati sorpassati pure dalla due Alfa Romeo non può e non deve lasciare indifferenti e nemmeno essere sottovalutata.

“Non riusciamo a mandare le gomme in temperatura”, ha spiegato il dirigente a Motorsport.com riducendo le magagne ad un’incapacità della SF1000 di adattarsi al tracciato delle Ardenne. “Nelle prime due sessioni mancava il grip sia in frenata che in accelerazione ed entrambi i piloti hanno lamentato problemi di aderenza”.

“Ovviamente non è questo il potenziale delle nostre monoposto”, si è poi affrettato a dire. Ma siamo davvero sicuri che non sia proprio quello mostrato ieri?

Eppure una cosa sembra chiara. Ad ogni GP la scuderia del Cavallino sembra andare un passo indietro. Sarà colpa delle tensioni interne? Della scarsa sinergia? Dei continui rimescolamenti del personale che di certo non aiutano nell’individuazione delle problematiche tecniche e delle soluzioni? Tutto fa brodo e tutto è complice di una situazione allarmante che sicuramente non potrà essere recuperata a breve, probabilmente neppure nel 2022 della grande rivoluzione.

Ciò che è assodato è che ogni qualvolta la F1 incontrerà layout veloci dove a contare è il motore, l’equipe di Maranello soffrirà. Quindi i tifosi sono avvisati. Questa domenica, salvo cataclismi, non vedremo uno dei rossi stappare lo champagne, né tanto meno a Monza, fra una settimana, dove dodici mesi fa era stata l’apoteosi.

 (Photo by Mark Thompson/Getty Images

Chiara Rainis