La Mercedes firma un nuovo successo seppur indirettamente. A sorpresa la Renault ritira la richiesta d’appello relativo al caso Racing Point.

La Racing Point in lotta con la Renault al Gran Premio di Gran Bretagna di F1 2020 a Silverstone (Foto Andrew Boyers/Pool/Afp/Getty Images)
 Racing Point e Renault  (Foto Andrew Boyers/Pool/Afp/Getty Images)

Come facilmente ipotizzabile la spinosa vicenda legata alla Racing Point e al suo presunto copia-incolla sulla base della vecchia W10 si concluderà in una nuvola di fumo. Improvvisamente la Renault, finora scatenata alla ricerca della verità e di maggior chiarezza, ha deciso di ritirare l’appello presentato al Tribunale Internazionale. Dunque, per capire se la futura Aston Martin ha ripreso integralmente la Mercedes del 2019 e se la stessa Casa di Stoccarda abbia prestato il fianco cedendole scientemente i disegni, bisognerà affidarsi alla Red Bull e alla Ferrari, sempre se queste avranno voglia di ingaggiare una lotta a suon di carte bollate.

La notizia, resa nota nella tarda serata di martedì 25 agosto, è arrivata come un fulmine a ciel sereno e pure la spiegazione fornita ufficialmente dalla Losanga non pare convincente. “Il team ha fatto domanda di ritiro dei ricorsi presentati contro la decisione dei commissari in relazione alle prese d’aria dei freni della RP20“, si legge sulla nota che poi specifica il punto focale della questione. “La questione era vitale per l’integrità della F1, ma il lavoro intenso e costruttivo con la FIA ha condotto a progressi concreti nell’ottica della salvaguardia dell’originalità dello sport attraverso modifiche ai regolamenti sportivo e tecnico e la conferma dei requisiti utili per qualificarsi come costruttore”. Come al solito, quindi, tutto si è concluso a tarallucci e vino, con una stretta di mano al momento della definizione del Patto della Concordia e un ennesimo favore alle Frecce Nere che hanno ribadito così un potere politico che anni addietro era proprio soltanto del Cavallino.

Per il momento, insomma tutto è congelato, l’ex Force India può andare avanti a correre liberamente malgrado le prove di colpevolezza e con una multa sulle spalle che ha il sapore dell’inezia.

Ferrari e Renault (Getty Images)
Ferrari e Renault (Getty Images)

Chiara Rainis