Rabbia in casa Suzuki contro la Direzione di Gara, rea di non aver sanzionato Pol Espargarò per il passaggio sulla zona verde.

Joan Mir (getty images)

Joan Mir era saldamente al comando prima dell’incidente che ha visto protagonista Maverick Vinales al 13° giro. Al rientro in pista ha dovuto cedere progressivamente posizioni fino alla quarta piazza finale, ma si sente depauperato del podio. Infatti negli ultimi istanti di gara Pol Espargarò ha transitato sulla zona verde senza ricevere sanzioni.

I commissari finiscono ancora una volta al centro delle polemiche, ma intanto Suzuki deve incassare il colpo. Poco prima in Moto2 Jorge Martin aveva ricevuto un penalty per lo stesso motivo, in classe regina hanno deciso diversamente, probabilmente perché il pilota KTM è stato spinto a superare la linea bianca dalla mossa di Jack Miller.

Joan Mir ha attaccato direttamente gli steward durante la sua conferenza stampa post gara. “Pol sapeva che lo avrebbero penalizzato perché invece di andare al parco chiuso è andato direttamente ai box. Non sto accusando Pol, ha fatto molto bene. Mi accuso contro la Direzione Gara perché, per favore, chiarisca che hanno una regola e che la rispettino. In caso contrario, questo è uno scherzo”.

Suzuki non riceve risposta

Il team manager della Suzuki, Davide Brivio, si è espresso in merito, senza riuscire a capire i criteri con cui la Direzione Gara prende le decisioni in merito alle sanzioni. “Non riesco a capire cosa stia facendo la Direzione di gara, sono nell’occhio dell’uragano in questi giorni. C’è un regolamento ed è chiaro: se all’ultimo giro un pilota esce in zona verde, cioè supera il limite della pista, deve essere penalizzato, perde una posizione. Questo è successo in Moto3, in Moto2, è sempre successo. Oggi chissà se perché siamo in Austria, a casa della Red Bull, una KTM ha superato il limite… Ma siamo stati ingiustamente tolti dal podio”, ha detto il team manager della Suzuki a Sky Sport MotoGP HD.

Davide Brivio ha potuto comunicare solo via mail con la Direzione di Gara, a causa dei rigidi protocolli per l’emergenza Coronavirus. “Ho inviato una mail e aspetto una risposta. Di solito queste decisioni vengono prese immediatamente, il ritardo mi preoccupa e mi fa riflettere. Vorrei anche capire le ragioni, perché a volte si applica la regola e a volte no”.

Davide Brivio (Foto Mirco Lazzari gp/Getty Images)
Davide Brivio (Foto Mirco Lazzari gp/Getty Images)