Il professor Castagna, specialista della spalla, sostiene che i medici della Dorna abbiano sbagliato a far scendere in pista Marc Marquez con l’omero rotto

Marc Marquez al centro medico di Jerez de la Frontera (Foto Str/Afp/Getty Images)
Marc Marquez al centro medico di Jerez de la Frontera (Foto Str/Afp/Getty Images)

Era stata presentata dalla stampa come un’impresa eroica: quella di un campione che vuole a tutti i costi tornare in pista a soli quattro giorni dall’operazione chirurgica al braccio fratturato. Invece, il tentativo azzardato di Marc Marquez, oltre a non avergli comunque permesso di correre il Gran Premio dell’Andalusia, ha anche danneggiato la placca di titanio che era stata installata sul suo omero.

Finendo per costringerlo a sottoporsi ad un secondo intervento e ad allungare così quei tempi di recupero che inizialmente aveva sperato di forzare. Insomma, un errore sotto tutti i fronti quello del Cabroncito, che viene stigmatizzato dagli esperti del settore medico. Il professor Alex Castagna, responsabile dell’unità operativa Ortopedia della spalla e del gomito all’Humanitas di Milano, in particolare, è durissimo nella sua valutazione dell’accaduto, non tanto contro il pilota, quanto contro i dottori che gli hanno permesso di salire in sella.

Il professor Castagna: “Su Marquez errore dei medici”

“L’azzardo dell’atleta ci può stare, quello dei medici no”, attacca ai microfoni della Gazzetta dello Sport. “Posso capire la voglia smisurata del pilota di tornare in pista. Quello che non capisco è come i medici, suoi e della Dorna, gli abbiano dato l’autorizzazione. È stato un grosso errore, infatti dopo due giri Marquez s’è arreso perché non sentiva più la mano. Un rischio per la sua incolumità e per quella degli altri piloti. Inoltre, dal punto di vista medico questo è stato anche un segnale estremamente diseducativo”.

Il motivo è semplice da spiegare: “In biologia non esistono i fenomeni, serve tempo. E questi tempi più o meno sono uguali per tutti. Tra i pazienti ho avuto anche Valentino Rossi e Luca Marini e anche a loro ho spiegato che per la guarigione ci voleva pazienza. Servono sei settimane: non dico che devi stare completamente fermo per tutto questo tempo, però almeno tre-quattro settimane, fino alla formazione del callo fibroso, sì”.

Per questo motivo Marquez è dovuto finire nuovamente sotto i ferri: “Ho sentito dire che la placca si sarebbe ‘stressata’. Non so che cosa voglia dire”, prosegue il dottor Castagna. “Di certo, con le sollecitazioni spaventose che un pilota ha soprattutto per le staccate, la placca potrebbe rompersi”. E ora il campione del mondo deve ricominciare da capo: “Si ritorna al punto di partenza. Ma dopo una seconda operazione e con tempi che si sono allungati”.

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Marc Marquez con il braccio fratturato a Jerez de la Frontera (Foto Str/Afp/Getty Images)
Marc Marquez con il braccio fratturato a Jerez de la Frontera (Foto Str/Afp/Getty Images)