Paolo Simoncelli analizza il Gran Premio di jerez di Moto2, conclusosi con la vittoria di Tatsuki Suzuki.

Paolo Simoncelli
Paolo Simoncelli (getty images)

Paolo Simoncelli lascia Jerez con la gioia di una vittoria inseguita dall’inizio del Motomondiale. Trionfo di Tatsu Suzuki e 15° posto per Niccolò Antonelli dopo la sfuriata del boss al termine del primo week-end. “Il week end inizia così, il Giapporiccionese centra la sua terza pole position, 3 pole su 3 GP! Attenzione! Qui è un attimo prendere i vizi. Avevamo anche variato delle cose sulla moto quindi pensavamo avrebbe fatto più fatica. Troppi pensieri invece per Antonelli che fa delle prove travagliate”.

Tatsuki Suzuki ha condotto in testa la gara 2 dal primo all’ultimo giro, una domenica perfetta che in casa Sic58 Squadra Corse aspettavano da tempo. “Ha fatto la gara che volevo o meglio che gli ho gentilmente ordinato. Era importante che non pensasse troppo. Il riassunto di quattro anni di lavoro del nostro team, 22 giri in testa ed é vittoria. Sono orgoglioso di tutta la squadra e di Tatsuki, perché alla fine in sella alla moto c’é il pilota e la differenza la fa lui, noi fuori possiamo essere bravi a criticare, a dare consigli o pacche sulle spalle ma si sa, siamo tutti giocatori professionisti a bordo campo”.

In salita il week-end andaluso di Niccolò Antonelli, autore di una buona partenza, prima di restare coinvolto in una mischia per caduta che gli ha fatto perdere diverse posizioni. “Niccolò aveva recuperato qualcosa nei primi giri ma poi anche in seguito a un tamponamento è arrivato 15°. A fine gara abbiamo parlato un po’, ripartiremo da Brno, ci sono alcune cose da sistemare ma noi non molliamo – ha proseguito Paolo Simoncelli -. Il resto l’avete visto dalla tv, esultanza, abbracci, non sono mancate parolacce e pugni. Così, chiari e trasparenti, semplicemente noi. Ne approfitto per dirvi: in diversi ci avete scritto se dopo le pacche di Filippo Berti, con quei badili che si ritrova al posto delle mani, avessero ricoverato Grana in clinica mobile, ma no. Rider ok, anzi capotecnico ok!”.

Paolo Simoncelli
Paolo Simoncelli a Jerez (getty images)