Il motore della Mercedes perde nuvole di fumo bianco, probabilmente olio bruciato. Il motivo è ancora inspiegabile: gli ingegneri lo stanno studiando

Lewis Hamilton in pista (Foto Lat Images/Mercedes)
Lewis Hamilton in pista (Foto Lat Images/Mercedes)

Il motore Mercedes è tornato ad essere quello da battere in Formula 1 in questa stagione 2020. Eppure nemmeno il solido, potente e sviluppato propulsore anglo-tedesco è privo di problemi. Anzi, ce n’è uno piuttosto strano che l’ha contraddistinto finora: l’emissione, ad intervalli più o meno regolari, di nuvolette di fumo bianco molto visibile.

Un inconveniente così inaspettato e inspiegabile da aver colto di sorpresa gli stessi ingegneri della Freccia d’argento. “Non sappiamo da dove provenga”, ha ammesso il team principal Toto Wolff ai microfoni del quotidiano finlandese Ilta Sanomat. “Ma non si tratta di un problema di affidabilità”.

Secondo l’ex pilota di Formula 1 Jan Lammers, “può trattarsi solo di olio bruciato”. Qualunque sia la ragione di questa problematica, di sicuro sta provocando non pochi grattacapi ai tecnici, intenzionati ad arrivare fino in fondo per vederci chiaro: “Spero che potremo parlarne a Silverstone“, ha aggiunto Wolff.

Mercedes spinta a lavorare sui motori

Quel che è certo, comunque, è che in Mercedes hanno lavorato molto durante l’inverno per far compiere al loro motore un notevole balzo in avanti. E il merito, paradossalmente, è dei rivali della Ferrari, che con il loro propulsore dell’anno scorso, superpotente quanto controverso (e forse addirittura irregolare), hanno spinto la Stella a tre punte ad incrementare il proprio impegno.

“La Ferrari ci ha talmente sfidato sul fronte dei motori l’anno scorso che abbiamo dovuto perseguire nuove direzioni per trovare le prestazioni”, ha spiegato Wolff alla rivista specializzata teutonica Auto Motor und Sport. E Maranello, in compenso, è rimasta indietro.

Valtteri Bottas in pista (Foto Lat Images/Mercedes)
Valtteri Bottas in pista (Foto Lat Images/Mercedes)