Wolff punge gli avversari: “Non è colpa nostra se gli altri dormono”

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Dall’alto del suo dominio la Mercedes irride i rivali incapaci di stare al suo passo, ma precisa che il 2020 non sarà una passeggiata.

Mercedes (©Getty Images)

Se Red Bull e Ferrari sono tanto indietro e dimostrano di avere un ritardo superiore al secondo non è colpa delle Frecce d’Argento, bensì è demerito loro. Questo il pensiero di base del boss della Mercedes Toto Wolff il quale, con il classico atteggiamento cauto, ha comunque voluto sottolineare come all’interno del team si respiri un’atmosfera tutt’altro che da ultimo giorno di scuola anche se in effetti di ragioni per sorridere e festeggiare ce ne sarebbero già parecchie.

“Vedere una simile supremazia è qualcosa di anomalo, ma sarebbe sbagliato credere di aver già vinto. Allo stesso modo non siamo noi ad essere responsabili della prevedibilità del campionato”, ha attaccato l’austriaco.

In effetti trionfare in carrozza non è esattamente ciò che può sognare un grande costruttore che, al contrario, preferirebbe demolire altri marchi competitivi al suo pari. Arrivare primi quando si corre da soli non dà gusto e a livello marketing non è l’ideale.

“Ci piacerebbe metterci dietro la Rossa, la Red Bull, ma pure scuderie come Racing Point, McLaren e Renault” , ha evidenziato l’ex driver di Vienna diventato uno dei manager più importanti dell’automobilismo degli ultimi anni.

Se guardiamo la classifica, dopo appena tre round il destino dell’anomalo mondiale 2020 sembra già scritto. Come dal 2014 ad oggi, il tutto si giocherà tra Hamilton e Bottas, lasciando al resto dei diretti competitor soltanto le briciole.

“A noi piacerebbe lottare con qualcuno di forte sin dalla prima sessione di libere, però non possiamo fare nulla per alterare i valori in campo. Il nostro obiettivo resta sempre chiudere ogni weekend con il massimo risultato possibile”, ha concluso facendo comprendere che finché le ltre Casa non si daranno una svegliata l’esito del sabato e della domenica pomeriggio sarà un eterno copia incolla di ciò che abbiamo visto finora.

Lewis Hamilton (©Getty Images)

Chiara Rainis