Anche il Presidente della FIA Todt si è espresso a proposito del caso Racing Point e non pare intenzionato a dare corda agli avversari del team inglese.

Racing Point (©Getty Images)

Il messaggio di Ross Brawn era già stato chiaro, ma giusto per sigillare definitivamente la questione si è fatto sentire pure il boss della Federazione Jean Todt, il quale si è affrettato a sgombrare il campo da ogni dubbio. Anche se le scuderie presenti in griglia continueranno a protestare contro la Racing Point e a chiedere indagini sul suo progetto per l’estrema somiglianza con la vecchia W10, non cambierà nulla. La monoposto è stata definita legale dai federali e così rimarrà fino alla fine dei suoi giorni.

“Copiare dagli altri team è qualcosa che esiste da decenni”, ha affermato il manager transalpino a L’Equipe. “Tutti lo prendono in considerazione quando iniziano a disegnare un’auto. Ricordo ancora quando in griglia di partenza arrivava Adrian Newey a guardare da vicino la Ferrari“, ha proseguito condividendo un episodio di quando era manager del Cavallino.

La scorsa settimana in Ungheria la scuderia di Enstone-Viry aveva chiesto di verificare la regolarità dei condotti dei freni della RP20, ma anche qui le lamentele sono entrate da un orecchio e uscite dall’altro delle orecchie della FIA.

“Protestare è normale. Anche la Red Bull ha fatto lo stesso con il DAS della Mercedes. Certo, è meglio prima dell’inizio del weekend che dopo, comunque se ci sono dei dubbi è giusto porli. Alla fine si tratta solamente di interpretare il regolamento entro i limiti”, ha concluso il 74enne.

Del medesimo avviso un big della F1 di qualche anno fa, Norbert Haug, ex capo delle Frecce d’Argento quando il marchio tedesco forniva i motori alla McLaren.

“Sono stati intelligenti usando una frazione dei soldi che spendono a Maranello.Si sono mossi con molta furbizia”, la frase ad effetto con frecciata all’inefficiente Rossa.

Jean Todt (Getty Images)
Jean Todt (Getty Images)

Chiara Rainis