Le severissime norme anti coronavirus dell’Ungheria, che prevedono anche l’arresto, mettono a rischio la disputa del GP della prossima settimana a Budapest

Le qualifiche del Gran Premio di Stiria di F1 2020 al Red Bull Ring (Foto Peter Fox/Getty Images/Red Bull)
Le qualifiche del Gran Premio di Stiria di F1 2020 al Red Bull Ring (Foto Peter Fox/Getty Images/Red Bull)

I primi due Gran Premi di Formula 1 ai tempi del coronavirus si sono svolti regolarmente, senza troppi scossoni. I tamponi eseguiti a tappeto su tutto il paddock hanno restituito tutti un esito negativo e anche i protocolli anti contagio sono stati sostanzialmente rispettati.

Giusto qualche violazione, come le chiacchierate di Sebastian Vettel con gli avversari (la Red Bull nel primo weekend, la Mercedes nel secondo) senza mascherina e l’uscita con gli amici di Charles Leclerc a Montecarlo, tra una gara e l’altra, risoltesi però tutte con una semplice ramanzina dalle autorità sportive.

Ungheria severissima: arresti per chi entra

Ma già dal prossimo Gran Premio, in programma all’Hungaroring tra sette giorni, la storia potrebbe essere ben diversa. Le regole per l’ingresso nel Paese dei cittadini stranieri decise dall’Ungheria sono infatti severissime: prevedono multe salate e addirittura il rischio dell’arresto per i residenti al di fuori dell’Unione europea. Compreso il Regno Unito, da cui proviene buona parte degli addetti ai lavori.

Per risolvere questo problema non di poco conto si sarebbero mossi i più alti vertici del massimo campionato automobilistico in persona, ovvero il presidente della Federazione internazionale dell’automobile, Jean Todt, e l’amministratore delegato di Liberty Media, Chase Carey. I due starebbero facendo pressione sul governo di Budapest per chiedere un’esenzione dalla legge anti coronavirus almeno per i membri delle scuderie.

Possibile un terzo Gran Premio in Austria

Ma se il governo ungherese decidesse di procedere dritto per la sua strada, allora sarebbe proprio lo svolgimento del weekend di gara magiaro ad essere messo a rischio. A queste condizioni, è evidente, un Gran Premio non si potrebbe proprio fare. L’alternativa che è già allo studio in questi giorni sarebbe quella di restare in Austria e organizzare in fretta e furia addirittura la terza corsa consecutiva sempre sul circuito dello Spielberg.

Lo ha rivelato Alex Wurz, capo del sindacato dei piloti, la Grand Prix Drivers’ Association, ai microfoni del quotidiano austriaco Oesterreich: “Chase Carey mi ha chiesto che cosa ne pensino i piloti di correre al Red Bull Ring per tre volte. Io gli ho risposto che, se questa fosse l’unica pista dove possiamo andare, allora potremmo correre qui anche dieci volte”.

“Forse possiamo reagire molto rapidamente ora”, prosegue l’ex pilota. “Sappiamo che tutti i commissari e tutto il materiale è già qui in pista. Se la decisione fosse presa nell’arco delle prossime 24 ore, potrebbe anche darsi che disputeremo un’ulteriore gara sempre qui la prossima settimana”. Alla faccia del campionato mondiale…

Il Red Bull Ring, sede dei GP d'Austria e di Stiria di F1 2020 (Foto Mark Thompson/Getty Images/Red Bull)
Il Red Bull Ring, sede dei GP d’Austria e di Stiria di F1 2020 (Foto Mark Thompson/Getty Images/Red Bull)