Carmelo Ezpeleta ha le idee chiare sul tema razzismo e pensa che in tal senso la MotoGP non ha bisogno di segnali forti come quelli fatti dalla F1.

Carmelo Ezpeleta (Getty Images)
Carmelo Ezpeleta (Getty Images)

In queste ultime settimane si parla spesso di razzismo nel motorsport. In particolare ha fatto tanto rumore l’atteggiamento di Lewis Hamilton che ha partecipato ad un corteo nella sua Londra e si è esposto in prima persona sui social nella lotta contro il razzismo.

Tutto ciò ha spinto anche i suoi colleghi ad esporsi e domenica, durante la prima gara del campionato 2020 molti driver si sono inginocchiati in griglia per dare un segnale netto. Addirittura la Mercedes ha deciso di modificare la propria livrea per l’occasione dipingendola interamente di nero.

Ezpeleta: “Non andremo oltre il 13 dicembre”

Come riportato da “Motorsport.com”, Carmelo Ezpeleta ha così dichiarato: “Penso che il fattore economico non debba essere usato come scusa perché riusciremo a fare 13 Gran Premi e la Dorna pagherà tutto senza riduzioni. Qualcuno non ha risposto nel modo giusto, ma me lo aspettavo, dopo 30 anni ci conosciamo tutti ormai. Abbiamo preso un impegno con le squadre di non andare oltre il 13 dicembre, quindi non si disputeranno più di 16 Gran Premi”.

Il CEO della Dorna ha poi proseguito, parlando del tema razzismo: “Voler essere contro il razzismo non è solo essere contro coloro che prendono di mira gli afroamericani. Noi fortunatamente questo problema non ce l’abbiamo. Qui da noi hanno corso piloti di tutte le nazionalità. Naturalmente siamo contro ogni tipo di razzismo e ci siamo espressi più volte sull’argomento. Abbiamo ragionato sulla possibilità di ridurre i weekend, ma non aveva senso e avremmo perso sotto il punto di vista sportivo”.

Antonio Russo

Ezpeleta e Meda (Getty Images)
Ezpeleta e Meda (Getty Images)