È solo una formalità la firma del contratto di Valentino Rossi con il team satellite Yamaha Petronas. Che avrà addirittura una durata biennale

Valentino Rossi con la tuta del team Petronas (Fotomontaggio di TuttoMotoriWeb.com)
Valentino Rossi con la tuta del team Petronas (Fotomontaggio di TuttoMotoriWeb.com)

Ad appendere il casco al chiodo non ci pensa proprio. Anche nel 2021 sulla griglia di partenza della MotoGP vedremo Valentino Rossi. E, incredibile ma vero, persino nel 2022, tra due stagioni, quando di anni il Dottore ne avrà ormai 43. Quasi come se volesse dare ragione a suo papà Graziano, che con una battuta tra il serio e il faceto dichiarò qualche tempo fa: “Si ritirerà solo quando ne compirà 46”, come il leggendario numero di gara che padre e figlio condividono.

Insomma, ora è una certezza: il fenomeno di Tavullia non ha alcuna intenzione di concludere la sua impareggiabile carriera con questa stagione tormentata e dimezzata. Ma la prolungherà, firmando un nuovo contratto, stavolta con i colori del team satellite della Yamaha, la Petronas, benché con moto e trattamento da pilota ufficiale a tutti gli effetti. Il boss sportivo della Casa dei Diapason, Lin Jarvis, aveva già espresso la sua intenzione di annunciarlo prima del Gran Premio inaugurale, previsto a Jerez per il 19 luglio. Questo obiettivo non sarà realizzabile, perché bisogna ancora mettere a punto gli ultimi dettagli, definire le ultime clausole, sistemare le ultime formalità.

Valentino Rossi tratta con Petronas un contratto biennale

Ma anche se la conferma ufficiale dovrà essere rimandata, comunque il più è fatto. “Valentino firmerà almeno per un anno”, è quanto rivela una fonte ad Iwata, che ha chiesto di rimanere anonima, alla rivista specializzata austriaca Speedweek. E la parola chiave in questa frase è “almeno”. Perché la vera novità, in tutte queste indiscrezioni, è la durata dell’accordo che si discute, che sarebbe addirittura di due anni.

Non è ancora chiaro se il contratto sarà un biennale secco oppure avrà una durata di una stagione con opzione per il prolungamento anche nella seconda, ma quelle sono questioni da avvocati e da procuratori. Così come il numero esatto di tecnici che il nove volte iridato potrà portare con sé nel suo nuovo box, a partire dal nuovo capo David Munoz, che sarà forse seguito anche dal telemetrista Matteo Flamigni e dal meccanico Alex Briggs. Quello che conta è che il dado è tratto, la decisione è presa. E che vedremo Valentino Rossi in MotoGP anche nel 2021.

Valentino Rossi (Getty Images)
Valentino Rossi (Getty Images)