È stato messo in dubbio da tutti i fronti, ma per ora il team principal della Ferrari, Mattia Binotto, viene salvato dall’ad Louis Camilleri

L'amministratore delegato della Ferrari, Louis Camilleri, con Charles Leclerc (Foto Charles Coates/Getty Images)
L’amministratore delegato della Ferrari, Louis Camilleri, con Charles Leclerc (Foto Charles Coates/Getty Images)

Nonostante da più parti sia stato chiesto il suo esonero, attribuendogli la responsabilità di una SF1000 nettamente più lenta rispetto alla sua progenitrice dell’anno passato, Mattia Binotto resta saldamente nel suo ruolo di team principal della Ferrari. Almeno per il momento.

A sostenerlo ci ha pensato l’amministratore delegato del Cavallino rampante, Louis Camilleri: “Siamo all’inizio di un nuovo ciclo, che deve seguire un programma a lungo termine”, ha spiegato in una dichiarazione pubblicata sul sito ufficiale del marchio. “Non sono certamente delle battute d’arresto che potranno cambiare il percorso intrapreso e ho assoluta fiducia che Mattia e la squadra sapranno sistemare le nostre carenze”.

Camilleri ammette che la Ferrari ha molto lavoro da fare

Già, perché di carenze la nuova monoposto rossa ne ha, e anche tante, come ammette lo stesso Camilleri: “È chiaro che bisogna migliorare su tutti i fronti”, prosegue. “L’unica soluzione è reagire e sono contento dalla risposta immediata e dall’impegno che Mattia e la sua squadra stanno mettendo in ogni area, non soltanto per portare in pista oggi quello che sarebbe stato pronto domani ma anche nell’accelerare ulteriormente il programma di sviluppo per le gare successive. Una risposta da squadra unita che si rimbocca le maniche e affronta di petto le difficoltà, senza piangersi addosso”.

Solo elogi, invece, sono arrivati da Camilleri a Charles Leclerc, il pilota che con il secondo posto ottenuto in gara ha salvato un bilancio del Gran Premio d’Austria che, altrimenti, per la Ferrari sarebbe stato pesantemente negativo. “Charles ha dato spettacolo ieri in Austria”, ha commentato l’ad, sia nella capacità di approfittare delle opportunità che gli si sono presentate nel finale sia, soprattutto, nel difendersi quando era attaccato da vetture più veloci in termini di velocità pura. Ha confermato ancora una volta, semmai ce ne fosse bisogno, il suo talento e la sua determinazione nel difendere i colori della Scuderia”.

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Il pit stop di Charles Leclerc durante il Gran Premio d'Austria di F1 2020 al Red Bull Ring (Foto Ferrari)
Il pit stop di Charles Leclerc durante il Gran Premio d’Austria di F1 2020 al Red Bull Ring (Foto Ferrari)