Il governo spagnolo consentirà l’entrata sul proprio territorio del personale altamente qualificato in arrivo da Paesi extra UE.

Circuito di Jerez (photo Facebook)

C’era grande ansia fra i team nipponici per le difficoltà di viaggio di molti loro tecnici che dall’Oriente dovevano raggiungere la Spagna in vista del Gran Premio di Jerez, in programma dal 17 al 19 luglio e dal 24 al 26 luglio. Alla fine Dorna ha ottenuto tutti i permessi necessari e la Spagna aprirà i propri confini nonostante l’emergenza Coronavirus sia ancora presente, con molti focolai sparsi in tutto il mondo.

All’interno del paddock si dovranno seguire rigidi protocolli per scongiurare la diffusione del virus dentro e fuori l’autodromo. A cominciare dai test effettuati prima di approdare in terra iberica e durante il week-end di gara, fino alle porte chiuse per i tifosi e ai giornalisti della stampa cartacea e del web. Ma ciò che si temeva più di ogni altra cosa era che i piloti e altri ingegneri o meccanici provenienti da paesi al di fuori dell’Unione Europea avessero trovato difficoltà a raggiungere i loro team. Un’incertezza che la Spagna ha appena rimosso. Il Paese, infatti, apre i suoi confini ai piloti e ai tecnici della MotoGP che provengono da Paesi considerati a rischio di Coronavirus.

Le restrizioni ai viaggi per chi arriva da fuori Europa sono state infatti modificate attraverso un bollettino ufficiale del governo spagnolo. L’ingresso in Spagna è ora consentito ai lavoratori altamente qualificati il ​​cui lavoro è necessario e non può essere rinviato o effettuato da remoto, compresi i partecipanti a competizioni sportive di alto livello. Logicamente, questi requisiti dovranno essere ben documentati. Il Consiglio Superiore dello Sport rilascerà il permesso di entrata nel territorio iberico solo dopo aver valutato attentamente ogni singolo caso. Tuttavia, ciò significa che piloti e tecnici di tutto il mondo avranno l’opportunità di partecipare al Gran Premio di Jerez.

Circuito di Jerez (photo Facebook)