L’attacco frontale lanciato alla Ferrari non appena arrivato in Austria, potrebbe costare caro  a Vettel che davanti ha una stagione intera da affrontare.

Sebastian Vettel (Foto Ferrari)
Sebastian Vettel (Foto Ferrari)

Il Sebastian Vettel che si è presentato nel paddock blindato di Spielberg questo giovedì non ha certo mancato di coraggio. Giustamente frustrato ed arrabbiato per un trattamento in fin dei conti immeritato, il tedesco, evidentemente ancora infastidito dall’essere passato dietro al giovane rampante Charles Leclerc già lo scorso anno, non si è posto il ben che minimo problema a contestare il proprio team con un campionato ancora tutto da disputare.

Chi ha potuto frequentare il box Ferrari nella passata campagna, concorderà che il clima non fosse dei migliori. Le attenzioni era tutte rivolte al monegasco, mentre il quattro volte iridato faceva vita a parte. Dunque in sé per sé non stupisce che Mattia Binotto non si sia scomodato neppure a proporre il rinnovo al 33enne. E’ probabile, infatti, che avendo ben chiaro l’obiettivo di puntare tutto sul Principino non ci fosse la volontà di proseguire con un driver tanto scomodo per risultati alle spalle, ma soprattutto per un carattere poco incline ad accettare eventuali demansionamenti.

Ma, pur essendo del tutto plausibile quanto raccontato dal campione di Heppenheim, ci chiediamo se quest’esigenza di vuotare il sacco alla prima occasione mediatica disponibile non sia stata una mossa sbagliata e immatura da parte sua. Ancora una volta ha dato dimostrazione di non avere nervi saldi. Una debolezza che potrebbe condurlo a nuovi clamorosi errori dopo quelli accumulati nel 2019.

Desideroso di dare del filo da torcere al #16 e far pentire la squadra della scelta, il #5 potrebbe combinare guai, offuscato dalla rabbia. A ciò potrebbe sommarsi un altro carico da 90 o più. Il sabotaggio dal muretto.

Forse Seb si è dimenticato di quando nel 2012, in Red Bull, il suo allora compagno Webber, stanco di essere trattato da servo, annunciò anzitempo la sua uscita di scena. Chi segue con attenzione la F1 si ricorderà che da quel momento sulla monoposto dell’australiano iniziarono a verificarsi numerosi e atipici problemi di affidabilità.

Senza voler essere catastrofisti, al posto di Vettel avremmo adottato un approccio un po’ più cauto, ma dopotutto viva l’onestà.

Sebastian Vettel e Charles Leclerc (Foto Ferrari)
Sebastian Vettel e Charles Leclerc (Foto Ferrari)

Chiara Rainis