F1 appesa a un filo: se scoppia il contagio nel paddock, salta tutto

La F1 parte questo weekend con il GP d’Austria. Ma, nonostante i protocolli anti coronavirus, il rischio contagio continua ad aleggiare sul paddock

I meccanici di F1 con la mascherina (Foto Mark Thompson/Getty Images/Red Bull)
I meccanici di F1 con la mascherina (Foto Mark Thompson/Getty Images/Red Bull)

La F1 è finalmente pronta a partire. La tormentata stagione 2020 scatterà questo weekend, con il primo dei due Gran Premi in programma in Austria, al Red Bull Ring. Ma anche con non pochi dubbi e interrogativi, legati ovviamente sempre alla pandemia di coronavirus.

Lo spettro del contagio, infatti, continua ad aleggiare sul paddock, come il proverbiale elefante nella stanza, di cui tutti gli addetti ai lavori hanno paura a parlare. Nonostante siano state prese delle rigorose misure di sicurezza e dei protocolli igienici per salvaguardare la salute dei piloti e dei tecnici.

Le misure anti coronavirus della Ferrari

La Ferrari, ad esempio, ha diviso il suo garage in due vere e proprie “bolle” separate. Ma cosa capiterebbe se un ingegnere o un meccanico si ammalasse? “Per quanto riguarda le regole nel caso in cui una persona manifesti un sintomo, febbre o altro, questo verrà subito sottoposto a un test in pista”, spiega il direttore sportivo Laurent Mekies ai microfoni di Sky Sport Italia. “Abbiamo questo sistema per poter isolare il numero minimo di persone entrate in contatto con la persona che ha manifestato sintomi. In base alle persone isolate decideremo se andare avanti o meno. La decisione sarà presa in base alla possibilità di operare in massima sicurezza, magari con sostituzioni da Maranello. Se questo non sarà garantito, non potremo andare avanti”.

Insomma, con un singolo contagio lo spettacolo potrebbe andare avanti. Ma se la diffusione dovesse essere più capillare, allora le cose cambierebbero. E se a contrarre il virus dovesse essere un pilota, magari (nessuno se lo augura), Sebastian Vettel o Charles Leclerc? Allora, spiega La Stampa, subentrerebbe come riserva Antonio Giovinazzi, lasciando libero il suo posto alla Alfa Romeo che verrebbe a sua volta riempito dalla terza guida Robert Kubica.

F1 consapevole dei pericoli

Il polacco è pronto nel caso in cui arrivasse la chiamata d’emergenza: “Se ci sarà bisogno di me in pista, io sarò pronto”, ha promesso Robert ai microfoni di Info Plock Tv, nonostante in questa stagione si dovrà dividere tra la F1 e il Dtm. “Combinare i due programi sarà difficile, ma cercherò di fare del mio meglio in entrambi i campionati. Ci troviamo in una situazione che nessuno aveva previsto”.

L’aria che si respira nella settimana del primo semaforo verde per il massimo campionato automobilistico, comunque, è tutt’altro che serena: “Tutti sono nervosi in vista della prima gara”, confessa Helmut Marko, plenipotenziario della Red Bull e organizzatore del GP austriaco, al giornale Kurier. “Nessuno vuole prendersi il minimo rischio. Persino noi della Red Bull abbiamo cancellato tutte le attività previste di pubbliche relazioni e di pubblicità”. Insomma, teniamo le dita incrociate, sperando che tutto vada per il meglio.

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I meccanici F1 con la mascherina ai box (Foto Ferrari)
I meccanici F1 con la mascherina ai box (Foto Ferrari)