I boss della F1 scettici sulle chance di correre dopo Monza. Ma con così pochi GP può avere la validità di un Mondiale in questa stagione?

Ferrari (©Getty Images)

Il prossimo weekend, salvo imprevisti dell’ultima ora, scatterà l’anomalo campionato 2020 di F1. Abbandonata prima del tempo l’Australia la massima serie sbarcherà in Austria per una gara d’apertura con il personale ridotto all’osso e zero sostenitori in tribuna.  Come noto verranno disputate due manche sul tracciato di Spielberg, per poi andare in Ungheria, in Inghilterra per un altro doppio appuntamento, in Spagna, in Belgio e in Italia. Dopo di che il nulla o comunque l’ignoto.

“Siamo tutti entusiasti di tornare a correre”, ha affermato al podacast della F1 il CEO della McLaren Zak Brown, convinto che se Liberty Media non fosse intervenuta in maniera decisa ed incisiva per la ripartenza molte scuderie avrebbero chiuso in battenti, a partire dalla stessa equipe di Woking. “Credo che lo sport possa fare soltanto del bene ed avremo degli indici di ascolto incredibili. Ma se abbiamo la certezza di poter partire, non penso si potranno disputare tutti round che vorremmo”.

In effetti la situazione sanitaria se si è via via appianata in Europa, nel resto del mondo rimane decisamente delicata, con Paesi che ancora devono raggiungere il picco o sono in pieno allarme. Ciò significa che, difficilmente, in tempi stretti si potrà riprendere a viaggiare e ad organizzare manifestazioni sportive negli Stati Uniti, in Asia e in Sud America, tutte tappe che avrebbe dovuto effettuare il Circus il prossimo autunno. La domanda che sorge spontanea è dunque, cosa succederà? Il 6 settembre calerà il sipario su quest’anno, oppure si riuscirà ad andare almeno in Bahrain e ad Abu Dhabi? In caso i gran premi realmente effettuati fossero 8, il campione del mondo avrebbe un qualche valore? Non sarebbe soltanto il prodotto di una vettura congelata o quasi allo scorso inverno?
La partenza del Gran Premio degli Stati Uniti 2019 di Formula 1 di Austin (Foto Charles Coates/Getty Images)
La partenza del Gran Premio degli Stati Uniti 2019 di Formula 1 di Austin (Foto Charles Coates/Getty Images)
Chiara Rainis