Gregorio Lavilla, manager Dorna WorldSBK, spera di rivedere al più presto pubblico presso i circuiti per le gare. Ma servirà del tempo, non solo per questo.

Gregorio Lavilla
Gregorio Lavilla (foto WorldSBK)

Nella giornata di ieri è stato finalmente svelato il calendario del campionato mondiale Superbike 2020. Una notizia positiva sicuramente, anche se ci sono ancora dei round da confermare.

Ad esempio, gli appuntamenti di San Juan Villicum e Misano vanno confermati. Quelli di Donington, Assen e Losail sono rimasti in sospeso. Insomma, ci sono ancora delle questioni da risolvere in maniera definitiva.

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Dorna, Lavilla parla del calendario SBK

Gregorio Lavilla, intervistato dal sito ufficiale WorldSBK, ha così parlato dei round che sono rimasti in attesa di conferma o in sospeso: “Ci serve ancora un po’ di tempo. Non prevediamo di aggiungere molte gare in più dato che non è possibile comprimere un’intera stagione in un breve periodo di tempo. Noi stiamo già pensando anche al 2021. Quest’anno abbiamo bisogno di prevedere tutto in modo accurato per prendere poi l’anno prossimo decisioni ancora più accurate”.

Il Direttore esecutivo delle Aree Sporting & Organization di Dorna WSBK ha parlato anche della possibilità di rivedere i tifosi sulle tribune: “Potremmo perfino vederli prima del termine della stagione. Sarà necessario ovviamente del tempo, considerando che i protocolli in vari Paesi in cui faremo tappa non permettono a molte persone di entrare insieme in piccole aree. Prima o poi i tifosi torneranno e, se in estate tutto andrà bene, un numero ridotto potrebbe accedere al paddock”.

Lavilla sottolinea anche l’importanza di rispettare delle regole nel paddock per evitare che il Covid-19 si possa diffondere: “Ciò che possiamo e dobbiamo fermare sono i casi in arrivo all’interno del paddock del WorldSBK e la loro eventuale diffusione al di fuori. Il distanziamento sociale deve essere rispettato il più possibile. Nel caso in cui ciò non possa avvenire vanno messe in pratica ulteriori misure protettive per ridurre i rischi. Le squadre dovranno rispettare rigidi protocolli, come anche i fornitori, tutta l’organizzazione, gli ufficiali del circuito e i commissari”.

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