Il falso mito della F1 invincibile. Steiner: “Abbiamo ricevuto una lezione”

I problemi finanziari e non solo creati dal Coronavirus hanno fatto tramontare il mito della F1 come paradiso intaccabile.

Steiner e Binotto (Getty Images)
Steiner e Binotto (Getty Images)

Lo abbiamo ripetuto spesso, specialmente nelle fasi iniziali della pandemia, quando per la paura di morire soffocati, soli, in un reparto di terapia intensiva, abbiamo espresso il desiderio di essere più buoni, più comprensivi, meno caini con il prossimo. Peccato che non appena i numeri di morti e feriti è colato a picco, ci siamo dimenticati di tutte le promesse e siamo tornati ad occuparci esclusivamente del nostro campetto, possibilmente danneggiando il vicino.

Consapevole dell’esempio non sempre positivo che abbiamo dato nel post lockdown come cittadini del mondo,il team manager della Haas Gunther Steiner ha lanciato il monito alla F1 che almeno lei non disperda quanto disposto nel momento clou dell’allarme, ovvero la creazione di uno sport come meno cifre astronomiche e più alla portata di tutti.

“Abbiamo prima fissato e poi ulteriormente abbassato il tetto massimo di spesa, deciso molto rapidamente di utilizzare le monoposto di quest’anno anche nella prossima stagione e reso le auto del 2022 ancora meno care”, ha dichiarato a Motorsport.com il dirigente meranese. “Nel complesso abbiamo imparato delle lezioni. Ora dovremo fare in modo di non dimenticarcene”.

Il 55enne ha quindi evidenziato quella che è stata la scoppola più grande ricevuta dalla F1. Da sempre gongolante e convinta di vivere nella bambagia e nel lusso, non appena ha fatto la sua comparsa il virus ha rischiato l’implosione, con scuderie che hanno rischiato di chiudere i battenti e altre che hanno dovuto licenziare il personale o ricorrere alla cassa integrazione.

“Quanto accaduto ci ha dimostrato come ogni piccola distrazione ci può portare fuori dai limiti. Non abbiamo una riserva nel serbatoio”, ha denunciato. “E non mi riferisco solo ai soldi. L’errore è che si ragiona sempre come se si fosse nel mezzo di un viaggio tranquillo fino all’arrivo”.

La partenza del Gran Premio del Brasile 2019 di Formula 1 a Interlagos (Foto Mark Thompson/Getty Images)
La partenza del Gran Premio del Brasile 2019 di Formula 1 a Interlagos (Foto Mark Thompson/Getty Images)

Chiara Rainis