Ha vissuto il paddock per decenni e ora ha voluto condividere alcuni retroscena. Per Johnny Rives Schumacher era il re degli scorretti.

Michael Schumacher (Foto Ferrari)
Michael Schumacher (Foto Ferrari)

Di certo non si è lasciato impietosire dalle condizioni limite in cui versa al momento il sette volte iridato del Circus. Ma forse, in fin dei conti, Johnny Rives, giornalista dell’Equipe e poi della tv francese TF1, ha raccontato soltanto quello che conosciamo tutti.

Per dirla alla Max Verstappen, se si vuole primeggiare in mezzo ad un branco di lupi come quello della massima serie a ruote scoperte non si può fare professione di bontà. Bisogna essere “bastardelli dentro”, sempre sul filo della malizia e del regolamento ed è ineggabile che questo è stato proprio l’atteggiamento adottato da Schumacher lungo l’intera sua carriera.

Michael era un prepotente che faceva continui sgarbi agli altri”, le sue parole tranchant. “In Ungheria buttò Barrichello contro un muro a 300 km/h senza mai riconoscere l’errore e chiedere scusa. Era detestabile e arrogante”.

“Ebbi l’opportunità di intervistarlo il giorno dopo, ma lui girò la testa dall’altra parte. Aveva davvero un’alta stima di sé stesso”, ha aggiunto non meno pungente. “Ricordo quel giorno a Monaco quando piantò l’auto in traiettoria. Lauda mi disse in tono ironico ‘è solamente un essere umano'”, il racconto di uno degli episodi più controversi della storia della F1.

In effetti il percorso di Schumi è stato ricco di eventi similari, ma lo stesso si potrebbe dire di altri campionissimi che hanno fatto la storia dello sport come Senna. Una cosa va riconosciuta. Il tedesco deve essere stato un personaggio scomodo per molti, dato che anche adesso che lotta tra la vita e la morte non si sopiscono gli aneddoti e i commenti poco lusinghieri nei suoi confronti. Pochi giorni fa era stato Nico Rosberg a dichiarare come il Kaiser di Kerpen amasse vantarsi della sua forma fisica girando per il box a petto nudo…

Chiara Rainis