Sito Pons respinge le accuse nei suoi confronti e risponde pubblicamente attraverso una lettera redatta dai suoi tre avvocati.

Sito Pons
Sito Pons (getty images)

Secondo le informazioni finora ottenute, la Procura ha chiesto a Sito Pons l’importo di una sanzione di 12 milioni di euro oltre a 24 anni di prigione. Una notizia che ha sconvolto il mondo del paddock, ma il team manager ha prontamente risposto tramite i suoi legali alle accuse.

In una dichiarazione congiunta, i tre studi legali che rappresentano l’ex pilota – Molins, Picaza Legal e Cuatrecasas – hanno ritenuto sproporzionate le sanzioni richieste: “L’attuale accusa è inquadrata in una persecuzione che, per anni, Il Ministero del Tesoro spagnolo ha assunto ingiustificatamente contro il nostro cliente”, riporta il sito spagnolo Mundo Deportivo.

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La difesa dei suoi avvocati

Inoltre, i suoi avvocati sottolineano che: “L’evidente sproporzione delle sanzioni richieste (ventiquattro anni di carcere, vale a dire la pena di due omicidi) sottolinea la volontà sia della Procura che dell’Agenzia delle Entrate di utilizzare illegalmente il nostro cliente con scopi esemplari davanti ai contribuenti spagnoli e costringerli indebitamente a pagare somme elevate che non devono in alcun modo”.

Inoltre Sito Pons avrebbe cercato di offrire garanzie sufficienti per coprire i suoi debiti fiscali “senza che detta offerta fosse stata accettata per sospendere l’esecuzione dello stesso. In breve, come già accaduto nel 2011, questa difesa dimostrerà nell’atto del processo l’assoluta innocenza di Alfonso Pons”. Ricordiamo che il manager fu già ingiustamente accusato dalla Procura e dall’Agenzia delle Entrate nel 2011 ed è stato liberamente assolto da qualsiasi crimine sia dal Giudice Penale che dal Tribunale Provinciale di Barcellona, ​​che hanno poi respinto con forza tutte le accuse nei suoi confronti.

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