Mattia Binotto ha chiarito ancora una volta che la Ferrari vuole una F1 la cui essenza sia la continua competizione tecnologica tra i team.

Mattia Binotto (Getty Images)
Mattia Binotto (Getty Images)

La polemica sulla gestione della F1 è sempre aperta tra due scuole di pensiero. Da un lato ci sono i piccoli team e Liberty Media che vorrebbero auto più simili tra di loro per permettere a tutti i piloti di potersi giocare la vittoria, mentre dall’altro ci sono le squadre top capeggiate dalla Ferrari, che vedono nella competizione tecnologica la vera essenza di questo sport.

La Ferrari, infatti, è da sempre in F1 non solo per vincere, ma per dimostrare di essere più brava rispetto agli altri marchi a creare una vettura che sia in grado di andare più veloce. Questione di punti di vista insomma, ma a Maranello sono forti di una storia e di un seguito che tengono sotto scacco Liberty Media dal tirare troppo la corda.

Binotto: “Collaboriamo per trovare soluzioni”

Come riportato da “RaceFans”, Mattia Binotto ha così chiarito: “L’uso del vero a volte non è il modo giusto di gestire le cose. Il veto è ciò che si fa alla fine quando si è completamente in disaccordo. La F1 è il bene della Ferrari e la Ferrari è il bene della F1, non è una battaglia. Non siamo in posizione opposte. Dobbiamo collaborare per trovare soluzioni corrette”.

Il team principal della Rossa ha poi continuato: “Non posso dire che sono completamente soddisfatto della soluzione, ma allo stesso tempo devo dire che visto da dove siamo partiti possiamo ritenerci contenti. Le piccole squadre chiedono sempre numeri più bassi, ma la F1 è una piattaforma di innovazione, una competizione tecnologica. La F1 non può diventare una sorta di F2 o Formula E. La F1 è la F1, i produttori che vi sono spremono la tecnologia oltre i propri limiti”.

Infine Binotto ha così concluso: “Io credo che il congelamento dei componenti e del telaio per il prossimo anno sia anti-concorrenziale, ma  questa decisione è stata presa per un fatto di responsabilità e rispetto nei confronti di questo sport visti i problemi derivanti dal coronavirus Noi riteniamo di avere una responsabilità nei confronti dei nostri dipendenti”.

Antonio Russo

Ferrari (Getty Images)
Ferrari (Getty Images)