La stagione MotoGP 2020 dovrà fare a meno di fan sugli spalti, ospiti nel paddock, giornalisti della carta stampata e del web. Ma Herve Poncharal promette che lo show è assicurato.

La partenza del Gran Premio d'Austria 2019 di MotoGP (Foto Mirco Lazzari gp/Getty Images)
La partenza del Gran Premio d’Austria 2019 di MotoGP (Foto Mirco Lazzari gp/Getty Images)

E’ stata fissata una data per l’inizio della stagione MotoGP, metà luglio a Jerez de la Frontera. Non sarà ammesso pubblico sugli spalti nelle fasi iniziali del campionato, né giornalisti della carta stampa nel paddock. I team avranno personale ridotto: massimo 40 dipendenti per i team factory, 25 dipendenti per i team satelliti.

Tutto pur di cominciare e limitare al minimo il rischio di contagio sia all’interno del paddock che verso l’esterno. Dorna ha presentato un rigido protocollo di oltre 40 pagine che prevede test sierologici, tamponi, norme per l’igiene e il distanziamento, per l’accesso, ecc. Sarà sicuramente una stagione 2020 sui generis, ma lo show è assicurato. A garantirlo è il presidente IRTA e boss del team KTM Tech3 Herve Poncharal.

Numero di persone ridotte al minimo

“Il limite di 25 persone non è un numero arbitrario. L’obiettivo è sempre stato quello di non mettere in pericolo lo spettacolo. Vogliamo mostrare delle buone gare come siamo stati sempre abituati. Dovrebbero soddisfare gli standard della MotoGP. Ecco perché abbiamo scelto noi stessi di consentire un massimo di 25 persone nei team dei clienti “, osserva Poncharal nel corso della trasmissione MotoGP Roundtable. “Non avremo tante persone di marketing e PR sul posto, ma tecnicamente avremo le persone di cui abbiamo bisogno per guidare con noi”, spiega il francese. “I team di fabbrica avranno 40 persone perché portano ingegneri che si occupano anche dei team dei clienti. Ecco perché hanno più persone rispetto ai team privati”.

Non ci saranno i fan a far da cornice sugli spalti, ma il pubblico a casa non avrà nulla di cui lamentarsi. “Posso assicurare ai fan che non influenzerà lo spettacolo. Non lasceremo gli ingegneri a casa. Tutti saranno in pista. Lo spettacolo in pista è buono come al solito”, ha spiegato Herve Poncharal. Il fatto che Tech 3 non invii comunque più di 25 tecnici in pista ha motivi economici. “Ci guardiamo sempre intorno per lavorare nel modo più efficiente possibile in termini di costi. Non abbiamo tanti dipendenti come i team di fabbrica… Forse le ragazze o le mogli dei piloti o i loro padri o amici non potranno venire. Ma nel caso di Tech 3 tutti i dipendenti sono lì”.

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La partenza del Gran Premio della Repubblica Ceca 2019 di MotoGP (Foto Mirco Lazzari gp/Getty Images)
La partenza del Gran Premio della Repubblica Ceca 2019 di MotoGP (Foto Mirco Lazzari gp/Getty Images)