La malizia di Vettel. Da campione anonimo a burattinaio della F1

Bistratto per i suo campionati vinti con una macchina superiore e per l’incapacità di imporsi con la Ferrari, Sebastian Vettel si sta prendendo delle rivincite.

Sebastian Vettel (Foto Ferrari)
Sebastian Vettel (Foto Ferrari)

Se a fine stagione uscirà dal Circus probabilmente non piangerà nessuno. Numeri alla mano Sebastian Vettel non è stato uno che nella massima serie a ruote scoperte ci è solo passato. 120 podi, 53 GP portati a casa, non sono cifre da nulla, eppure, il tedesco pare aver lasciato poco o niente. Sportivamente lo si è sempre criticato per aver trionfato tra il 2009 e il 2014 con una Red Bull missile rispetto alle altre vetture, mentre come personaggio, non fosse per alcuni suoi atteggiamenti da maestrino con inseriti di nevrosi quando il secondo del team osava alzare la test, è stato sempre inesistente.

Nonostante è probabile che fra qualche anno si saranno tutti dimenticati di lui, lui, il tedesco, con l’acume misto a malizia di cui è dotato da sempre, ha mosso nelle scorse settimane e starà muovendo ancora tutte le pedine per fare un po’ di caos.

E’ innegabile che la sua decisione di lasciare la Ferrari al termine del 2020 abbia sconvolto il paddock e soprattutto costretto gli altri team a darsi da fare in termini di mercato quando, causa Coronavirus, la testa era altrove.

Non stupisce quindi che lo stesso Daniel Ricciardo, fresco di firma con la McLaren dopo che Carlos Sainz, promosso alla Rossa, ha lasciato libero un sedile, abbia dichiarato di sentirsi ancora stordito per la velocità degli accadimenti. “Non è stata una scelta semplice quella di salutare Renault. Se finora è stato un anno strano, lo sta continuando ad essere”, lo smarrimento confidato ad F1i.com.

In pratica Seb è stato ragione di un effetto domino che nessuno si poteva immaginare in un periodo di emergenza. E che dire dell’apparente tira e molla che sta facendo ora con Mercedes,per la verità più proiettata verso un giovane per il 2021, anziché verso un pilota di esperienza.

E poi, forse per sgarbo al Cavallino che ha voluto privilegiare Charles Leclerc, il recente gran rifiuto di tagliarsi lo stipendio per la sua ultima campagna italiana, che probabilmente conterà non più di una decina di round, a differenza del resto della squadra.

Fra meno di un mese si tornerà in pista ed è quasi certo che nel box di Maranello saranno scintille. Di certo il driver di Heppenheim davanti a qualsiasi richiesta di aiuto al Principino prenderà a scusa che la radio era rotta…

Sebastian Vettel (Foto Ferrari)
Sebastian Vettel (Foto Ferrari)

Chiara Rainis