Il motore della Ferrari 2019 era irregolare o no? Il controverso patto segreto con la Fia non sembra aver chiuso la questione

La SF90 2019 di Sebastian Vettel (Foto Ferrari)
La SF90 2019 di Sebastian Vettel (Foto Ferrari)

Se pensavate che la saga della presunta irregolarità del motore della Ferrari dello scorso anno fosse ormai morta e sepolta, forse vi dovrete ricredere. L’indagine aperta dalla Federazione internazionale dell’automobile a seguito delle accuse delle squadre rivali fu chiusa nei mesi scorsi con un controverso accordo segreto.

E proprio sulle informazioni che Maranello avrebbe rivelato ai federali, in cambio della mancata sanzione, si sarebbero fondate le nuove direttive tecniche sui propulsori diramate solo la settimana passata dalla Fia. Una di queste prevede l’introduzione di un sensore aggiuntivo per misurare l’utilizzo dei complessi sistemi di recupero dell’energia, un’altra riguarda invece un limite al consumo dell’olio.

I rivali della Ferrari vogliono vederci chiaro

Insomma, ipotizzano i maligni, con queste norme inedite la Federazione cercherebbe di dare un giro di vite ai trucchetti che la Rossa avrebbe (il condizionale resta d’obbligo) utilizzato nel 2019. Ma le scuderie avversarie non intendono accettare così facilmente che lo scandalo venga insabbiato senza fare completa chiarezza. Almeno, non senza combattere. “La questione non è ancora chiusa”, ha dichiarato il team principal della Renault, Cyril Abiteboul, al sito specializzato tedesco F1 Insider. E la McLaren, per bocca del suo boss Andreas Seidl, gli ha fatto eco: “La Ferrari avrebbe potuto essere più trasparente”.

Il patto riservato stretto tra Jean Todt e Mattia Binotto non va proprio giù a gran parte della Formula 1, che vuole che venga dichiarato esplicitamente se il motore montato sulla SF90 fosse davvero illegale o meno. E così si prepara una nuova battaglia di questa guerra: “Per via del coronavirus, purtroppo, ci siamo dovuti occupare di altre cose”, chiosa il plenipotenziario della Red Bull, Helmut Marko. “Ma questo non significa che non riprenderemo a lavorare su questo accordo tra Fia e Ferrari non appena la situazione tornerà alla normalità”. Il caso sembra soltanto all’inizio.

La SF90 2019 di Charles Leclerc (Foto Ferrari)
La SF90 2019 di Charles Leclerc (Foto Ferrari)