La Mercedes non ha per nulla gradito la proposta di invertire la griglia di start e ora Wolff accusa la concorrenza di macchinazioni. 

Il team principal della Mercedes, Toto Wolff (Foto Bryn Lennon/Getty Images)
Il team principal della Mercedes, Toto Wolff (Foto Bryn Lennon/Getty Images)

Che da un semplice suggerimento sarebbe scaturita una polemica c’era da aspettarselo. Ormai la F1 è diventata così. Una parola e parte subito il litigio, il tentativo di screditare il rivale di turno. Dunque non stupisce che il responsabile Mercedes Toto Wolff abbia colto immediatamente la palla al balzo e sfruttando la questione dell’ordine di partenza al reverse nel secondo weekend di gara su un medesimo circuito sferrato un colpo alla Red Bull, alla luce dei test invernali del Montmelo sua principale antagonista.

“La ritengo una proposta opportunista per dare un vantaggio ad alcune squadre”, ha attaccato senza possibilità di appello a Motorsport.com. “Ormai sembra diventata una moda nel nostro sport riportare sul tavolo vecchie idee che sono già state affrontate e bocciate. C’è sempre qualcuno a cui piace riesumarle, e ce le ritroviamo ancora all’ordine del giorno, dimenticando i motivi per cui poco tempo prima erano state respinte”.

In soldoni, il manager austriaco ha assolutamente negato la possibilità di aprire ad una formula alternativa a quella classica. “Credo che nel Circus emergano già il miglior pilota e la miglior monoposto, di conseguenza non credo ci sia bisogno di trovate artificiali per animare la scena”, ha proseguito ribadendo il concetto e spiegando come partendo dal fondo gruppo i rischi aumentino in maniera esponenziale.

Giustamente da Stoccarda ci tengono a tirare l’acqua al loro mulino. Il pericolo per Hamilton e Bottas di rimanere invischiati in incidenti potrebbe compromettere a pro di niente una cavalcata verso l’iride che pare scontata, almeno se si guarda al responso di Barcellona.

“A mio avviso non è sportivo che la macchina più veloce in pista venga penalizzata dai regolamenti”, ha nuovamente affondato. “Se ti ritrovi a partire dietro un avversario diretto, diciamo quelli che nella prima corsa sono giunti al secondo e terzo posto, e se i margini di differenza sono piuttosto ridotti, si rischia di dover rinunciare alla vittoria”, ha chiosato non lasciando margini di appello.

La Mercedes di Lewis Hamilton in pista nei test F1 di Barcellona (Foto Wolfgang Wilhelm/Mercedes)
La Mercedes di Lewis Hamilton in pista nei test F1 di Barcellona (Foto Wolfgang Wilhelm/Mercedes)

Chiara Rainis