La crisi economica seguita all’emergenza sanitaria da Coronavirus sta colpendo anche le scuderie di F1 e per qualcuno si avvicina la fine.

F1 (©Getty Images)

Di tutta corsa, una volta capito che prima di cominciare a correre sarebbero passati diversi mesi, FIA e Liberty Media hanno cercato di mettere d’accordo la squadre per tamponare l’inevitabile tracollo finanziario della serie proponendo un netto taglio del budget cap in vigore dal 2021 da 175 milioni a 145.

Come risaputo, quella che è stata una vera e propria opera di convincimento da parte dei due enti ha portato a diverse polemiche tra le segrete stanze federali, così come sui media, con la Ferrari protagonista assoluta. Ora, malgrado la Rossa abbia dovuto cedere alle pressioni e accettare la diminuzione del tetto di spesa, delle scuderie si troverebbero lo stesso nei guai.

“Sono molto preoccupato per l’anno prossimo”, ha confessato il boss dell’Apha Tauri Franz Tost al sito ufficiale della F1. “Anche se potremo usufruire della stessa macchina utilizzata questa stagione, dovremo costruirne una da zero conforme al regolamento 2022 e per quanto ci riguarda non sappiamo come poterlo fare dal punto di vista delle risorse. Far partire un progetto da foglio bianco significa investire parecchi soldi”.

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Consapevole del rischio, il dirigente dell’equipe di Faenza aveva suggerito il posticipo dell’ingresso delle nuove regole al 2023, venendo però snobbato. “Anche le limitazioni nel budget non sono sufficienti. Io avevo chiesto un ulteriore ribasso”, ha aggiunto rivelando come chi ha scarso poter politico conta ben poco nel processo decisionale del Circus. “Oggi non si riescono neppure a trovare gli sponsor, dunque sarà dura raccogliere i fondi necessari”.

Alla luce di queste affermazioni, viene da pensare che se del campionato 2020 non se ne farà nulla o quasi, probabilmente il team legato alla Red Bull sarà costretto alla resa.

Franz Tost (©Getty Images)

Chiara Rainis