Luca Cordero di Montezemolo racconta un retroscena: Niki Lauda lo spinse alla nomina di amministratore delegato della Formula 1, ma Marchionne lo bloccò

Sergio Marchionne e Luca Cordero di Montezemolo (Foto Ferrari)
Sergio Marchionne e Luca Cordero di Montezemolo (Foto Ferrari)

Poteva esserci Luca Cordero di Montezemolo oggi al vertice del campionato del mondo di Formula 1, al posto dell’amministratore delegato americano Chase Carey. Questo è il retroscena svelato dall’ormai storico ex presidente della Ferrari, proprio nel giorno del primo anniversario della morte del suo amico ed ex pilota Niki Lauda.

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E non è una data casuale, perché all’epoca di questo episodio a spingere l’imprenditore italiano verso la poltrona più alta del massimo campionato a quattro ruote, come successore di Bernie Ecclestone, fu proprio l’allora capo della Mercedes, il due volte iridato austriaco. La Freccia d’argento sponsorizzava il suo ex grande rivale, dunque: ma ancor più paradossale è che a bloccare questa nomina fu invece proprio l’uomo che prese il posto di Montezemolo a Maranello, ovvero il compianto Sergio Marchionne.

Il “sì” di Lauda a Montezemolo e il “no” di Marchionne

“Non dimenticherò mai la telefonata di Lauda quando lasciai la Ferrari”, racconta Montezemolo alla Gazzetta dello Sport. “Ma anche quella che mi fece quando seppe da Bernie Ecclestone che Sergio Marchionne si era messo di traverso alla mia nomina di responsabile della Cvc (il fondo allora proprietario della Formula 1, ndr): sarei dovuto diventare una sorta di amministratore delegato con Ecclestone nel ruolo di presidente onorario. Niki era furibondo: ‘Lui idiota! Lui non capire! Un italiano lì con la tua credibilità… Lui geloso!’. Meraviglioso. E, si badi bene, Lauda rappresentava la Mercedes, dunque avrebbe potuto essere contrario al fatto che si potesse mettere a capo della F1 la persona che sino a dieci giorni prima era stato presidente della Ferrari”.

Oggi Montezemolo è stato invece accostato ad un’altra poltrona di grande rilievo, quella di presidente della Federazione internazionale dell’automobile, attualmente occupata dal suo ex team principal Jean Todt, che non si ripresenterà alle elezioni a fine mandato. Ma stavolta è lo stesso diretto interessato a sfilarsi dalla corsa: “Figuriamoci, ci manca solo quello…”.

Luca Cordero di Montezemolo (Foto Ferrari)
Luca Cordero di Montezemolo (Foto Ferrari)