Livio Suppo ricorda l’addio di Casey Stoner alle corse e parla del mancato confronto con Marc Marquez nella classe regina.

Livio Suppo MotoGP
Livio Suppo (Getty Images)

Esattamente otto anni fa Casey Stoner annunciava il suo addio alle corse a Le Mans. Era la sua ultima stagione in sella alla Honda, poi la casa giapponese avrebbe puntato su Marc Marquez. Ma mai avrebbe immaginato che il pilota di Cervera non avrebbe fatto rimpiangere l’australiano, anzi. Livio Suppo e il vicepresidente HRC, Shuhei Nakamoto, le hanno provate tutte per convincerlo a fare dietrofront. Tanto che avrebbe rifiutato un contratto tagionale da oltre 10 milioni di euro.

A raccontarlo è Livio Suppo sulle colonne de ‘La Gazzetta dello Sport’. “Noi provavamo a intavolare la trattativa e lui ribadiva di voler smettere — racconta Suppo —. Nakamoto era disperato perché era molto affezionato a Casey… Ho sempre pensato che se un pilota non ha più voglia di correre sia controproducente insistere. Rifiutò un rinnovo oltre i 10 milioni, era un’offerta mostruosa e per un ragazzo di 27 anni rispondere di no significa avere la palle, o sei molto matto o molto convinto. E io questo lo apprezzo molto. Casey è sempre stato coerente, giusto o sbagliato che fosse. Così smettemmo di provarci, avevamo rilanciato molto, non aveva senso obbligarlo a correre. Peccato, sarebbe stato curioso vederlo contro Marc”.

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Purtroppo la grande sfida tra Casey Stoner e Marc Marquez non è mai stata possibile per un soffio. Ma a detta di Livio Suppo il pilota catalano avrebbe certamente dominato. “Avendo visto Marc da vicino, credo che Casey avrebbe patito molto la sua personalità. Casey ha vinto 2 Mondiali, Marc 6 in 7 stagioni e già questo dice quanto sia completo. Il suo più grande vantaggio è che sa stare calmo anche nelle situazioni più difficili”. A inizio 2015 Casey Stoner era pronto a prendere il posto dell’infortunato Pedrosa, ma Honda disse no. “In Hrc ci ragionammo su a lungo, Nakamoto aveva un grosso affetto per Casey e non voleva che tornasse facendo una brutta figura. E disse no. Lui non la prese bene, e si arrabbiò molto con me, convinto che fossi stato io. Lì il nostro rapporto si incrinò e da allora non l’ho più sentito. Con Casey passare dal libro dei buoni a quello dei cattivi è un attimo, e a volte non sai perché”.

L'ex team principal della Honda, Livio Suppo (Foto Mirco Lazzari gp/Getty Images)
L’ex team principal della Honda, Livio Suppo (Foto Mirco Lazzari gp/Getty Images)