Sebbene il definitivo strappo con la Ferrari si sia concretizzato solo ora, già nel 2019 Vettel si era proposto alla concorrenza.

Sebastian Vettel (Getty Images)
Sebastian Vettel (Getty Images)

In fin dei conti nessuno sa come sia andata davvero. Di certo, se dopo l’annuncio relativo alla promozione di Leclerc  avvenuto durante il weekend di Monza nel 2018, Seb è andato completamente in tilt, una ragione ci deve essere stata. Ad esempio i vertici potrebbero avergli da subito comunicato il cambio di posizione. Non più leader maximo come nel periodo di convivenza con l’amico Raikkonen, bensì solo in fase iniziale riferimento della coppia.

Destituito, così all’improvviso dal ruolo di prima guida acquisito alla firma del contratto, il #5 devi essersi sentito abbandonato e pugnalato a tradimento dalla scuderia che pensava di avere alle spalle pronta a sostenerlo.

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Ricevuta in fretta la conferma dei suoi timori, il quattro volte iridato si sarebbe dunque mosso di conseguenza. E cosa avrebbe fatto? La cosa più intelligente e maliziosa che poteva fare. Andare a bussare da Toto Wolff, il rivale più diretto di Maranello.

Il sogno di Vettel, quindi, in un attimo, si era trasformato dal desiderio di vincere a tutti i costi il suo quinto titolo iridato con la Rossa, al voler passare nel miglior team sulla piazza per cercare di batterla.

A quel punto, stiamo parlando dello scorso autunno, il manager austriaco, che ha l’occhio lungo, gli avrebbe promesso di tenerlo in considerazione in caso di ritiro di Hamilton a fine 2020, o meglio qualora Lewis avesse manifestato l’intenzione di lasciare per trasferirsi proprio in zona Modena e da lì tentare di entrare con due piedi nella storia.

Siccome il diavolo fa le pentole e non i coperchi, con il suo tergiversare il driver di Stevenage avrebbe rallentato tutti i movimenti in fermento sottotraccia e bloccato le trattative tra Sebastian e le Frecce d’Argento. L’emergenza Coronavirus e lo stop al campionato sulla carta al via dal 15 marzo ha fatto il resto.

Toto Wolff ai box della Mercedes (Foto Paul Ripke/Mercedes)
Toto Wolff ai box della Mercedes (Foto Paul Ripke/Mercedes)

Chiara Rainis