Il boss Dorna, Carmelo Ezpeleta, detta le linee guida per la MotoGP 2020: si comincerà con un test, poi le gare in Spagna e in Europa, due per ogni pista

Valentino Rossi con la sua Yamaha sulla griglia di partenza (Foto Yamaha)
Valentino Rossi con la sua Yamaha sulla griglia di partenza (Foto Yamaha)

Carmelo Ezpeleta sta valutando e soppesando ogni possibile modalità per disputare la MotoGP anche in questa tormentata stagione 2020. Naturalmente, in totale sicurezza per tutti gli addetti ai lavori. Per questo motivo il primo elemento da garantire sono le misure precauzionali e i tamponi da predisporre all’interno del paddock.

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“Siamo in stretto contatto con i singoli governi e organizzatori per capire qual è la situazione: stiamo mettendo a punto un protocollo di sicurezza che venga accettato da tutti”, ha raccontato l’amministratore delegato della Dorna, organizzatrice del massimo campionato a due ruote, alla Gazzetta dello Sport. “Nel Motomondiale ci sono tante persone che vengono da fuori Europa: l’idea è farli arrivare 14 giorni prima dell’inizio del campionato. Ci stiamo organizzando per fare un test a chi sarà nel paddock quattro giorni prima della partenza, test da ripetere quando arriveranno in circuito. Ci sarà una struttura medica in grado di controllare costantemente la situazione nel paddock, misurando quotidianamente la temperatura corporea a tutti”.

Il nuovo calendario 2020 della MotoGP

L’obiettivo è quello di cominciare il calendario dal Vecchio continente, in particolare dalla Spagna, con Jerez, Barcellona e Aragona, eventualmente anche organizzando due corse per ogni pista: “Abbiamo diverse possibilità: una è provare a partire a fine luglio”, spiega Ezpeleta. “L’intenzione è disputare 10-11 GP in Europa da fine luglio a inizio novembre, con la possibilità di doppie gare nello stesso circuito, ma non nello stesso fine settimana. I Gran Premi della Repubblica Ceca e dell’Austria mantengono, al momento, la data originale di 9 e 16 agosto: stiamo valutando la possibilità di iniziare prima in Spagna. Abbiamo bisogno almeno di altre due settimane per essere più precisi”.

Solo in un secondo momento si potrà pensare alle trasferte oltreoceano: “A settembre decideremo, assieme agli organizzatori, se si potrà correre in Thailandia, Argentina, Australia, Usa e Giappone, ma, eventualmente, solo con il pubblico, per rientrare dei costi. L’idea, quindi, è disputare da un minimo di 10 a un massimo di 14 GP”.

I piloti sarebbero d’accordo, a patto che si possa effettuare ancora una prova prima dell’inizio ufficiale. Una condizione che Ezpeleta sembra disposto ad accettare: “Loro sono smaniosi di correre, in qualsiasi modo. Gli ho spiegato che l’intenzione è disputare due GP consecutivi, poi stare fermi una settimana, quindi tornare in pista per altre due gare. L’unica richiesta che ci hanno fatto è disputare un test prima della prima gara: sarà sicuramente così”.

L'amministratore delegato della Dorna, Carmelo Ezpeleta, alla conferenza stampa in Qatar (Foto Mirco Lazzari gp/Getty Images)
L’amministratore delegato della Dorna, Carmelo Ezpeleta, alla conferenza stampa in Qatar (Foto Mirco Lazzari gp/Getty Images)