Anche il tranquillo Rubens Barrichello può perdere la pazienza. Il brasiliano ha raccontato di aver picchiato un pilota al termine di un GP.

Rubens Barrichello (Getty Images)
Rubens Barrichello (Getty Images)

Ebbene sì anche il mite brasiliano, da molti all’epoca definito l’erede di Senna, salvo poi rivelarsi un flop totale capace di farsi battere pure da Jenson Button quando, come lui, sotto il deretano aveva un missile dal nome Brawn GP, ha peccato d’ira.

Attuale detentore del record di 322 presenze in griglia, Rubinho avrebbe dunque dato di matto in occasione del round canadese del mondiale di F1. Vittima della rabbia dell’allora driver Williams lo spagnolo della Toro Rosso Alguersuari.

“Sono sempre stato una persona che, se c’è un problema, cerca di risolverlo. Per me è sempre stato così nella vita. L’unica volta che sono impazzito è stato a Montreal”, ha raccontato in diretta su Instagram. “Stavo rimontando, andavo forte. Ho affrontato la Curva 5, che di solito si fa in pieno, molto veloce. Si tratta di una sequenza sinistra-destra che porta al rettilineo. Sono entrato e lui non mi ha visto. Quando si è accorto che stavo per passarlo ha provato a chiudere la porta, ma era troppo tardi e ci siamo toccati”.

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A far adirare Barrichello, oltre al danno al condotto di raffreddamento dei freni rimediato per la violenza dell’impatto, anche l’assenza di una punizione per l’avversario.

“Mi aveva rovinato la gara, ma sembrava che nessuno se ne fosse accorto. La sua era stata una manovra molto pericolosa, per cui una volta al traguardo mi sono recato direttamente al box della squadra di Faenza”, ha poi proseguito nella disanima dell’episodio. “Iniziai a colpire il casco di Jaime e un meccanico tentò di fermarmi. Era basso di statura e lo invitai a chiamare qualcuno di più grosso se voleva davvero convincermi. Ero fuori me”, ha concluso il 47enne, che immaginiamo non avrà causato particolare agitazione o paura in nessuno degli “spettatori”.

Chiara Rainis