A giugno Piero Ferrari potrebbe vendere il suo 10% delle azioni dell’azienda, ereditate da suo padre, il fondatore Enzo, al gruppo Exor degli Agnelli

Stabilimento Ferrari a Maranello (getty images)

La Ferrari rischia di perdere un pezzo importante della sua storia. Piero Ferrari, il figlio del leggendario fondatore Enzo, l’ultimo a portare avanti la tradizione familiare e il cognome del Drake all’interno dell’azienda a cui ha dato i natali, potrebbe infatti cedere le sue quote azionarie.

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Un retroscena pubblicato oggi dal Corriere dello Sport, che è al centro di una complessa quanto ricca operazione finanziaria che varrebbe almeno tre miliardi di euro. Questa finestra di possibilità si aprirebbe a giugno, alla scadenza dell’attuale patto parasociale, siglato nel 2015, quando la Ferrari venne quotata in borsa. Ovvero, l’accordo che lega l’ingegnere modenese, che detiene il 10,20% del capitale sociale, all’azionista di maggioranza, il gruppo Exor della famiglia Agnelli, con il suo 23,98% delle quote.

Ma la priorità di Piero Ferrari è restare

La percentuale oggi di sua proprietà, Piero Ferrari la ereditò nel 1988, alla morte di suo padre, e ai valori attuali del titolo del Cavallino rampante (143,4 euro per azione a piazza Affari, 155 dollari alla borsa di New York) avrebbe un controvalore vicino, appunto, ai tre miliardi. E, nel caso in cui decidesse di metterlo in vendita, la prelazione spetterebbe proprio alla Exor. Dunque la tentazione di monetizzare questa autentica fortuna sarebbe forte per chiunque.

Ma non così tanto per il figlio di Ferrari, che tiene almeno altrettanto al mito fondato da suo padre e, dunque, comprende bene l’importanza di mantenere la sua presenza nella società. Per questo, salvo colpi di scena clamorosi, lo stesso Corriere indica come scenario più probabile quello del rinnovo dell’attuale patto parasociale, in vista del quale è già iniziato il confronto. Sembra dunque destinata a proseguire la storia di questo matrimonio tra la dinastia Agnelli e quella Ferrari, iniziata nell’ormai lontano 1969 con la stretta di mano tra i due capostipiti Gianni Agnelli ed Enzo Ferrari, per garantire la prosecuzione della tradizione tutta italiana di questo marchio straordinario.

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Piero Ferrari e John Elkann (Foto John Taggart/Bloomberg via Getty Images)
Piero Ferrari e John Elkann (Foto John Taggart/Bloomberg via Getty Images)