La previsione di Suppo: “Valentino Rossi continuerà, ma non in MotoGP”

Livio Suppo fuori dal coro: l’ex team principal di Ducati e Honda è convinto che Valentino Rossi lascerà la MotoGP per passare all’automobilismo nel 2021

Valentino Rossi (Getty Images)
Valentino Rossi (Getty Images)

Per come si stanno mettendo le cose nel Motomondiale, con la prospettiva di una stagione ridotta all’osso o addirittura destinata a saltare del tutto, gli addetti ai lavori si stanno sempre più convincendo del fatto che Valentino Rossi sarà praticamente costretto a prolungare almeno per un altro anno la sua carriera in MotoGP.

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Tutti, tranne uno. La voce fuori dal coro è quella di Livio Suppo, che da team principal di Ducati prima e Honda poi è stato storico rivale del Dottore. E che dunque conosce bene la sua mentalità: “Non sono nella sua testa per dire cosa farà, ma si dà troppo per scontato il fatto che lui continuerà perché questa stagione in pratica non si correrà”, analizza il dirigente sportivo piemontese ai microfoni di Tuttosport. “Intanto anche recentemente ha ribadito che vuole fare cinque o sei gare prima di decidere. E poi, se dopo questi mesi di lontananza dalle moto, non avesse maturato la convinzione che si divertirebbe comunque nelle auto? Di sicuro Valentino non farà il pensionato e di sicuro corre per divertirsi, quindi ci sono alcuni ragionamenti da fare. A partire dall’età”.

Per Valentino Rossi un futuro nelle auto

Suppo non pensa dunque che il fenomeno di Tavullia appenderà il casco al chiodo, ma considera assolutamente realistico lo scenario di un suo passaggio alle quattro ruote: “Non dico che sia troppo vecchio per le moto, anche se i 42 anni che avrà nel 2021 sono tanti”, prosegue. “Ma, in modo ammirevole, ha dimostrato di essere ancora e sempre a livello dei migliori, di poter competere con i giovani. Però ogni anno che passa diventa uno in più, anche per la carriera nelle auto. Lui ci sa fare lì, l’ha dimostrato più volte, e il suo nome attira sponsor e quindi programmi di alto livello. Parlo dunque di Dakar, di 24 Ore di Le Mans. Fossi in lui, la prospettiva mi piacerebbe un sacco. Io lo vedo come Fernando Alonso, che ha mollato la Formula 1 e si diverte nelle altre corse leggendarie”.

Inoltre Suppo non ha gradito il trattamento riservato dalla Casa dei Diapason al loro uomo simbolo: “La Yamaha con le sue mosse di mercato gli ha voltato le spalle. Certo, un’azienda ha il diritto e il dovere di pensare al suo futuro e fare le sue scelte. Evidentemente in Yamaha hanno altre priorità, comprensibili, ma decidere con così grande anticipo sull’inizio della stagione che portava ai rinnovi di mercato mi è sembrata un’esagerazione. E se non mi stupisco della promozione di Fabio Quartararo, che è un giovane di grande talento e con un grande potenziale, della conferma di Vinales sì. Maverick è fortissimo, ma si è ormai capito che patisce di alti e bassi. Avrei aspettato qualche gara per capire come andava quest’anno, così avrebbero dato anche tempo a Valentino di decidere con calma. Evidentemente temevano che Vinales con la Ducati sarebbe stato un avversario pericoloso”.

Livio Suppo (Getty Images)
Livio Suppo (Getty Images)