Si riaccende il fuoco per il GP dell’Australia: “Si doveva correre”

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Malgrado sia trascorso più di un mese dal GP dell’Australia non si spengono le polemiche sulla cancellazione della gara.

Il materiale della Ferrari arriva nei box della Formula 1 a Melbourne per il Gran Premio d'Australia (Foto William West/Afp/Getty Images)
Il materiale della Ferrari arriva nei box della Formula 1 a Melbourne per il Gran Premio d’Australia (Foto William West/Afp/Getty Images)

Mentre la F1 si sta chiedendo cosa ne sarà del suo futuro, qualcuno pensa ancora al passato e a ciò che avrebbe potuto essere ma non è stato. Ovviamente parliamo di quello che sulla carta doveva rappresentare il round inaugurale della stagione 2020, ma che alla fine è stato sospeso nonostante tutte le squadre fossero già presenti in circuito, pronte ad accendere i motori per le libere 1.

Come già in un primo momento, il boss della Racing Point Otmar Szafnauer è tornato a battere sul chiodo della mancata partenza del weekend agli Antipodi, sostenendo che malgrado fossero state individuate due persone positive al Coronavirus, nello specifico due membri della McLaren, ci sarebbero state tutte le condizioni per correre.

“A Melbourne era difficile prevedere il futuro, ma ripensandoci ora avremmo potuto gareggiare e farlo in sicurezza”, ha affermato alla CNN. “Il rischio era molto basso e avremmo potuto andare avanti. Il Governo australiano ci aveva dato l’ok, però al contempo permanevano dei punti oscuri, per cui si è scelta la strada della prudenza”.

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A detta di tutti i personaggi del paddock l’errore più grave commesso da Liberty Media e soci in quel frangente, è stato quello di tergiversare. Una mancanza di polso e di una linea decisa che ha finito per scatenare malanimi e incomprensioni.

“Giovedì siamo arrivati alla fine dell’incontro che ormai erano le due del mattino. A quel punto la maggior parte aveva votato per proseguire. Siamo andati a letto e ci siamo svegliati quattro ore dopo con la notizia opposta”, ha denunciato il dirigente a proposito della confusione generale di quelle ore.

(©Getty Images)

Chiara Rainis