“La Ferrari si smentisce da sola”: il boss rivale va all’attacco

Botta e risposta a distanza tra Ferrari e McLaren nello scontro sul tetto ai budget della Formula 1. Zak Brown attacca Mattia Binotto

Mattia Binotto (Getty Images)
Mattia Binotto (Getty Images)

Si è trattato solo di un malinteso o di una vera e propria retromarcia? Difficile dirlo. Certo è che, in un solo giorno, la Ferrari è passata dalla minaccia di ritiro dalla Formula 1 alla smentita, in entrambi i casi da parte dello stesso team principal Mattia Binotto.

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Il boss della Rossa aveva dichiarato ai microfoni del quotidiano inglese che la sua Scuderia, nel caso in cui in Formula 1 fosse passata la linea di un tetto ai budget al di sotto dei 145 milioni di dollari all’anno, sarebbe stata pronta “a cercare alternative”. Una frase che in molti hanno interpretato come l’avvertimento di un possibile addio al Mondiale.

Ma poche ore dopo è arrivato un chiarimento da parte della portavoce della squadra: “Al contrario, Binotto ha detto che non vorremmo essere messi nella posizione di dover cercare altre opzioni, oltre a continuare a correre in F1, per esprimere il nostro Dna da corsa”. E, al quotidiano spagnolo El Confidencial, lo stesso ingegnere italo-svizzero ha precisato: “Per chiarire il punto: se l’aggiustamento ai budget fosse troppo severo, prenderemo in considerazione altre competizioni in aggiunta alla Formula 1”.

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La McLaren ribatte alla Ferrari

Una svolta che però non ha impedito al proprietario della McLaren, Zak Brown, di attaccare pesantemente la linea del Cavallino rampante, nel corso di una videoconferenza stampa convocata proprio ieri nel pomeriggio. “Binotto parla di non prendere misure troppo affrettate? Sono disorientato”, spiega il magnate americano. “Credo che tutti noi ci rendiamo conto che stiamo affrontando la più grande crisi mai vista dal mondo. Non avere fretta di risolvere quello che sta accadendo lo ritengo un errore critico. Significa negare la realtà. Credo che tutti i presidenti o primi ministri o amministratori delegati del mondo stiano agendo di fretta per prendere di petto questo problema. Aspettare la riterrei una strategia di leadership piuttosto scarsa”.

Quanto al possibile ritiro di Maranello, nemmeno questa prospettiva spaventerebbe Brown: “Mi spiacerebbe se andasse via, vorrei che restassero tutti”, ha precisato. “Ma la F1 si può fare anche con 18 macchine, persino con 16, ma non con 14. La F1 potrebbe sopravvivere senza di loro, ma preferisco che rimangano nello sport. La Liberty e la Fia dovrebbero tenere conto del punto di vista della maggioranza, invece che inchinarsi alla Ferrari, malgrado il suo diritto di veto”. Lo scontro tra le squadre, insomma, continua a livello politico, anche ora che i motori tacciono.

Il proprietario della McLaren, Zak Brown (Foto Charles Coates/Getty Images)
Il proprietario della McLaren, Zak Brown (Foto Charles Coates/Getty Images)