Marc Marquez e suo fratello Alex mostrano come realizzare gel disinfettante con dei prodotti facilmente reperibili o già presenti in casa.

Marc Marquez e Alex Marquez (Getty Images)
Marc Marquez e Alex Marquez (Getty Images)

Nella battaglia contro il Coronavirus si sono mobilitati non solo i piloti, ma anche diversi sponsor. Tra i primi a impegnarsi e a riconvertire la propria produzione c’è stato il main sponsor della Honda, Repsol, gigante spagnolo che commercia prodotti petroliferi e che in questo periodo di pandemia mondiale si è impegnato nella realizzazione di gel disinfettante.

Repsol ha riadattato le sue strutture del Tech Lab, dove vengono prodotti il ​​carburante e il lubrificante della MotoGP di Marc e Alex Márquez, e in quattro settimane ha prodotto 30.000 litri di soluzione disinfettante che ha donato a diversi ospedali pubblici. In questi tempi di pandemia, è molto importante l’igiene delle mani e rispettare le linee guida dei governi per fermare il contagio da Covid-19. Per questo motivo Marc Marquez e suo fratello hanno imparato a realizzare gel idroalcolico con prodotti che di solito abbiamo a casa o possono essere acquistati in farmacia o al supermercato. In un video-tutorial, Álex e Marc Marquez stanno seguendo da vicino i passi dello scienziato David Purificación Corral, mescolando gli elementi in modo sicuro e nelle giuste misure per ottenere il giusto mix. Un processo che può essere seguito da chiunque sia interessato a produrre gel idroalcolico nella propria casa.

Intanto al Repsol Tech Lab proseguono i lavori rispettando tutte le normative di sicurezza. “Ad esempio, ogni mattina, all’ingresso e all’uscita del centro, stiamo rilevando la temperatura nel centro medico – ha raccontato Carolina Ruiz, responsabile del laboratorio di fluidi e formulazioni presso il Repsol Technology Lab -. Le riunioni di gruppo vengono svolte da Skype in modo che non ci siano più persone riunite nello stesso spazio. Rispettiamo anche le distanze di sicurezza di oltre un metro e mezzo. Allo stesso modo, stiamo facendo turni di rotazione, attualmente siamo solo il 50% della forza lavoro che lavora contemporaneamente.