Bottas smentisce Ocon e i tecnici Mercedes rivelano perché sulla W11 è stato montato il sistema DAS, ragione di polemiche e sospetti.

Mercedes

Il Dual Axis Steering della Mercedes, che con ogni probabilità vedremo pochissimo in azione questo campionato e che già dal 2021 sarà considerato illegale avrebbe un’origine davvero inaspettata. Intanto va detto che, a differenza delle dichiarazioni dell’ex collaudatore di Stoccarda secondo cui il congegno sarebbe stato progettato dopo Abu Dhabi, quindi giusto una manciata di mesi fa, il pilota finlandese schierato al fianco di Lewis Hamilton avrebbe invece rivelato dell’esistenza del device da almeno un anno.

Ma non solo. A sorpresa, sul sito della scuderia tedesca, il capo progetto John Owen non solo ha confermato l’affermazione di Valtteri, ma altresì raccontato di come il tanto chiacchierato escamotage sul volante della nuova creatura di Brackley sia nient’altro che l’esito dell’evoluzione di un’altra idea applicata nel 2018 ma poi subito rimossa in quanto incapace di dare i risultati sperati.

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“Dopo averla accantonata ci abbiamo lavorato nuovamente modificando alcuni aspetti perché è importante anche riproporre concetti vecchi ma rielaborati”, ha spiegato l’ingegnere. “Mettendo insieme diversi concetti è possibile tirare fuori qualcosa di nuovo, sfruttando delle combinazioni inedite”.

Ovviamente alla faccia del divieto (ndr. a questo punto chissà perché!) posto dalla FIA a parte dalla prossima stagione, il responsabile del reparto tecnico delle Frecce d’Argento ha negato con forza la presunta illegalità del DAS, nato, sempre a suo dire, da attenta analisi delle regole in vigore per evitare l’insorgere delle scuderie rivali. Uno sforzo, questo, come sappiamo, andato a vuoto.

“Prima abbiamo letto con cura ogni aspetto del regolamento e una volta capito che il sistema poteva essere implementato in macchina, abbiamo ragionato sul come realizzarlo in modo che nessuno potesse contestare una soluzione tanto innovativa e peculiare“.

 

La Mercedes 2020 di Formula 1 (Foto Wolfgang Wilhelm/Mercedes)
La Mercedes 2020 di Formula 1 (Foto Wolfgang Wilhelm/Mercedes)

Chiara Rainis