Dopo la McLaren, un altro team di F1 taglia gli stipendi ai piloti (e allo staff)

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Anche la Williams ha aderito al programma di cassa integrazione previsto dal governo inglese. I piloti e i dirigenti si tagliano gli stipendi del 20%

George Russell sulla Williams nei test F1 di Barcellona (Foto Rudy Carezzevoli/Getty Images)
George Russell sulla Williams nei test F1 di Barcellona (Foto Rudy Carezzevoli/Getty Images)

La Williams è il secondo team di Formula 1 ad aver ufficialmente avviato la cassa integrazione per il suo staff, con l’obiettivo di ridurre i costi nel corso della crisi del coronavirus.

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La squadra inglese non ha comunicato quanti dipendenti sono stati cassintegrati (probabilmente tutti quelli del reparto corse, vista l’assenza di gare in questo periodo): si sa invece che la misura durerà per due mesi.

I piloti della Williams si riducono gli stipendi

Fino a fine maggio, insomma, l’azienda di Grove sfrutterà l’opportunità concessa dal governo inglese, che si è offerto di pagare l’80% degli stipendi di tutti i dipendenti che non lavoreranno nella fase di stop della fabbrica. In linea con queste misure, anche i dirigenti e i piloti George Russell e Nicholas Latifi hanno accettato di ridursi l’ingaggio del 20%.

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“Queste misure non sono state prese a cuor leggero”, conferma un portavoce della Williams nel comunicato stampa ufficiale che ha annunciato la notizia, “tuttavia il nostro obiettivo è quello di proteggere i posti di lavoro del nostro staff e assicurarci che possano ritornare al lavoro a tempo pieno quando la situazione lo consentirà”.

L’incertezza sulla partenza del campionato del mondo 2020 di Formula 1 (attualmente prevista per il Gran Premio dl Canada del 14 giugno prossimo), infatti, sta mettendo i piccoli team della massima serie automobilistica a grave rischio di crisi finanziaria.

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Nicholas Latifi sulla Williams nei test F1 di Barcellona (Foto Josep Lago/Afp/Getty Images)
Nicholas Latifi sulla Williams nei test F1 di Barcellona (Foto Josep Lago/Afp/Getty Images)