Taglio degli stipendi ai piloti, quanto risparmierebbero i team di F1

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Se i piloti di F1 accettassero di tagliarsi gli stipendi, i loro team potrebbero risparmiare molti milioni di euro. Perché i campioni non si convincono?

I piloti della Mercedes, Valtteri Bottas e Lewis Hamilton, e della Ferrari, Sebastian Vettel e Charles Leclerc (Foto Lluis Gene/Afp/Getty Images)
I piloti della Mercedes, Valtteri Bottas e Lewis Hamilton, e della Ferrari, Sebastian Vettel e Charles Leclerc (Foto Lluis Gene/Afp/Getty Images)

Mentre in molti altri sport di caratura internazionale, dal calcio al basket, i campioni hanno accettato di buon grado di tagliarsi gli stipendi milionari per venire incontro alle difficoltà economiche delle loro squadre, messe in ginocchio dallo stop alle gare per colpa della pandemia del coronavirus, i piloti di F1 invece nicchiano.

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Gli unici a concordare con la sforbiciata sono stati Carlos Sainz e Lando Norris, alla McLaren, nell’ambito di una più generale revisione dei costi che ha riguardato tutti i dipendenti del team. In tutte le altre squadre, per ora, si è rimasti alla dichiarazione d’intenti: alcuni portacolori, come Lewis Hamilton e Sebastian Vettel, si sono detti disponibili a rinunciare a parte del loro ingaggio, ma ancora non si è giunti ad un accordo formale e definitivo.

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E dire che un eventuale passo in avanti da parte delle star del volante, nella direzione dei loro datori di lavoro, potrebbe dare un contributo significativo a far tornare i conti dei bilanci. Il Corriere della Sera calcola oggi gli effetti economici di un’eventuale riduzione del 50% degli stipendi di tutti i piloti: la Mercedes, tra Hamilton e Valtteri Bottas, risparmierebbe circa 27 milioni, la Ferrari tra Sebastian Vettel e Charles Leclerc 20 milioni, la Red Bull tra Max Verstappen e Alex Albon tre.

I piloti di F1 non si muovono

Si tratterebbe di cifre significative, non tanto per rispettare il tetto ai budget di 175 milioni appena approvato (ma che non include il costo dei piloti), quanto soprattutto per compensare il probabile esodo di diversi sponsor milionari dovuto alla futura crisi economica.

Un piccolo sacrificio, dunque, da parte di chi mette in tasca quantità principesche di denaro ogni anno, che però sarebbe molto utile a garantire la sopravvivenza dell’intero mondo dell’automobilismo sportivo. E allora, perché i piloti di F1 non danno il buon esempio, non fanno la prima mossa, non pensano al bene comune del settore di cui anche tutti loro fanno parte?

Sebastian Vettel e Lewis Hamilton (Foto William West/Afp/Getty Images)
Sebastian Vettel e Lewis Hamilton (Foto William West/Afp/Getty Images)