Secondo David Richards con ogni probabilità l’emergenza Coronavirus e le mancate entrate faranno uscire dalla F1 anche un team dal passato glorioso.

La Williams di George Russell in pista nei test F1 di Barcellona (Foto Rudy Carezzevoli/Getty Images)
La Williams di George Russell in pista nei test F1 di Barcellona (Foto Rudy Carezzevoli/Getty Images)

Se la Haas ha già avanzato l’ipotesi di ritiro avendo esaurito o quasi il proprio intento originario, ovvero quello di farsi conoscere a livello globale, i postumi della crisi legata al COVID-19 potrebbero costringere alcune squadre storiche ad abbassare la serranda.

I risultati carenti e l’esigenza di ricorrere sempre di più a piloti paganti per non far sprofondare il conto concorrente in rosso, avevano già messo in bella mostra un evidente stato di decadenza della Williams, ma per l’ex dirigente della BAR Honda la battuta d’arresto del Circus obbligata dalla diffusione del virus potrebbe rappresentare la mazzata definitiva, il colpo del ko.

“Ci sono delle aziende che non riusciranno a superare questo periodo”, la previsione all’agenzia stampa PA. “I grandi costruttori come Renault e  Mercedes ne usciranno indenni, ma la scuderia di Grove o la Racing Point incontreranno parecchie difficoltà. Chi dispone di meno risorse soffrirà”.

Per il dirigente classe ’52 la F1 dovrà dare dimostrazione di unità se vorrà non precipitare nel baratro.

“Molto dipenderà da come lo sport saprà comportarsi. La massima serie non può permettersi di perdere nessuna equipe, specialmente quelli di fondo gruppo”, ha sentenziato. “Bernie Ecclestone a suo tempo aveva stabilito che nei momenti più duri i team più piccoli avrebbero dovuto essere aiutati. Mi auguro che Liberty Media adotti la stessa metodologia”.

Parlando proprio dell’ente proprietario del grande Circo, Richards ha criticato i ritardi nella cancellazione del GP dell’Australia. “Avrebbero dovuto farlo una settimana prima”, ha sostenuto elogiando infine il coraggio di Hamilton, unico, assieme a Raikkonen, a dichiarare pubblicamente, da subito, che non si doveva correre. “E’ stato molto maturo perché non ha avuto paura di dire la sua. Un plauso per il suo atteggiamento”.

David Richards e Bernie Ecclestone (©Getty Images)

Chiara Rainis