Jack Miller è tornato nella casa di famiglia in Australia per la quarantena e sente la mancanza della MotoGP: “Fa schifo, ma ritorneremo”

Jack Miller (Getty Images)
Jack Miller (Getty Images)

Come tutti gli altri piloti di MotoGP, anche Jack Miller al momento si sente bloccato nel limbo. Colto di sorpresa dalla cancellazione del Gran Premio inaugurale della stagione in Qatar, comunicata proprio il giorno prima della sua prevista partenza dalla sua casa di Andorra, dove “faceva freddo e nevicava”, a quel punto Jackass ha deciso di tornare nella sua Australia.

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“Ero rientrato a casa di mamma e papà già prima che la Moto2 e la Moto3 corressero in Qatar”, ha scritto Miller nel suo blog sul suo sito ufficiale personale. “Era praticamente da dieci anni che non passavo così tanto tempo in Australia, e uno dei vantaggi di questa situazione è che è davvero bello sentirmi di nuovo a casa”.

La quarantena di Jack Miller

Pur essendo lontano dall’Italia, però, essendo portacolori di un team e di un costruttore tricolore, Miller si sente naturalmente preoccupato per la situazione nel nostro Paese: “Ho parlato con Paolo Campinoti (boss della Pramac, ndr) e con il mio capotecnico per assicurarmi che stessero bene”, ha sottolineato. “L’Italia è una delle nazioni colpite più duramente da tutto questo perciò è difficile non pensare al team. Sono vicino a questi ragazzi”.

Mentre la maggior parte dell’Europa rimane bloccata, almeno in Australia Jack può continuare ad allenarsi all’aperto e anche a girare con la moto da cross: “Il mio programma non è cambiato: mi impegno a svegliarmi presto alla mattina, continuo ad andare in bicicletta, a correre, e faccio anche del motocross, per continuare a correre visto che non mi è permesso di fare il mio vero lavoro”.

Verso la ripresa della MotoGP

Ma a farsi sentire è soprattutto la mancanza di una data specifica per la ripartenza: “Non voglio mentirvi, è una sfida per il mio livello di motivazione non avere una data o un’ora specifica a cui puntare”, ha scritto Miller. “Si passa l’inverno ad allenarsi, a prepararsi, a fare test e poi si ferma tutto improvvisamente. Sembra di essere bloccati in purgatorio. Tutta la mia vita è dettata dalle date: quelle delle corse, dei viaggi, delle prove. Ora non si sa e non c’è modo di sapere quando si correrà: potrebbe essere a Barcellona (il 7 giugno, ndr) o ad Assen (il 28 giugno, ndr) o chissà”.

Miller esprime anche la sua vicinanza verso i tifosi e gli appassionati a cui manca la MotoGP: “Non ci si rende conto di quanto si faccia affidamento sullo sport come fuga, passione, quanto lo si dia per scontato, fin quando non ci manca. Credetemi, lo so. Fa schifo, ma torneremo”.

Jack Miller a Losail (getty images)