Villeneuve lancia l’allarme: “Quali team saranno più colpiti dalla crisi”

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Lo stop della Formula 1 rischia di compromettere la situazione finanziaria dei piccoli team, come la Williams: l’allarme di Jacques Villeneuve

Il campione del mondo 1997 di Formula 1, Jacques Villeneuve (Foto Miguel Medina/Afp/Getty Images)
Il campione del mondo 1997 di Formula 1, Jacques Villeneuve (Foto Miguel Medina/Afp/Getty Images)

Anche in Formula 1, sotto i colpi della pandemia da coronavirus, cresce l’incertezza e la preoccupazione per il futuro. La situazione è complessa anche all’interno delle squadre: soprattutto quelle che, come la AlphaTauri, sono state costrette a chiudere i battenti.

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“Da lunedì, tutte le aziende italiane non strettamente necessarie per la vita quotidiana sono state chiuse”, spiega il team principal Franz Tost ai microfoni del sito specializzato F1 Insider. “E la nostra, ovviamente, è tra queste. Volevamo continuare a produrre componenti ma ora non possiamo più. Perciò dobbiamo discutere come procedere”. Il ruolo dei leader in questo momento è ancora più importante: “Devo far andare avanti l’azienda, motivare i dipendenti, dare un po’ di calma”, prosegue Tost. “La cosa importante è non arrendersi. Il momento difficile passerà, questo è certo”.

Villeneuve preoccupato per i piccoli team

Per i piloti e gli organizzatori la situazione è gestibile, mentre sono proprio le squadre, soprattutto le più piccole, a rischiare di più. L’allarme lo lancia il sempre schietto Jacques Villeneuve: “La cancellazione di sei gare su ventidue non è un grosso problema”, commenta il campione del mondo 1997 a Sky Italia. “Alcune potrebbero essere rimpiazzate da Magny Cours o Imola. Gli ingegneri possono utilizzare questo tempo per lavorare da casa, e per i piloti non cambia molto: dipende solo dal fatto che ricevano o meno il loro stipendio. Ma i team più piccoli, come la Williams, saranno molto colpiti a livello finanziario”.

E i problemi economici risalgono la gerarchia fino a colpire la stessa organizzazione della Formula 1: “Liberty Media non ha introiti perché non ci sono gare”, conferma l’ex pilota Marc Surer alla tedesca Sport1. “Per questo i team hanno difficoltà e devono lavorare ad un piano B”. Questa situazione costringe dunque le scuderie a mettere in moto la loro creatività e a cercare diverse soluzioni per tenersi occupate e intrattenere i tifosi: “Credo che in condizioni del genere”, spiega il proprietario della McLaren, Zak Brown, “una volta protetta la squadra e il business, puoi iniziare a cercare idee divertenti e creative per coinvolgere i fan”.

Il proprietario della McLaren, Zak Brown (Foto Charles Coates/Getty Images)
Il proprietario della McLaren, Zak Brown (Foto Charles Coates/Getty Images)