Agostini dalla sua Bergamo stroncata dal coronavirus: “Ho il nodo in gola”

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Il campionissimo del Motomondiale, Giacomo Agostini, è tornato a trascorrere la quarantena nella sua Bergamo, una delle zone più colpite dal coronavirus

Giacomo Agostini (Foto Mirco Lazzari gp/Getty Images)
Giacomo Agostini (Foto Mirco Lazzari gp/Getty Images)

Giacomo Agostini è tornato a casa. Il pilota più vincente nella storia del Motomondiale ha deciso di trascorrere la quarantena tornando nella sua Bergamo, una delle zone italiane tristemente più colpite dalla pandemia del coronavirus.

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Ed è lo stesso Ago a descrivere, ai microfoni di Sky Sport, la situazione che vede con i suoi occhi in questi giorni: “Terribile. Io ero via, ma ho deciso di tornare a Bergamo e chiudermi in casa, stare agli ‘arresti domiciliari’ qui perché ci sono tutte le mie cose, c’è la casa dove ho vissuto tanti anni, quindi non volevo stare lontano. Ma la situazione è molto critica: mi viene il nodo alla gola quando di notte sento le sirene che passano. È una condizione molto triste, soprattutto a Bergamo che è l’epicentro”.

Anche il quindici volte iridato non è ovviamente esente dai timori, ma confida nel fatto che questa situazione così complicata e dolorosa si potrà superare con il contributo e il sacrificio di tutti. “Certo, un po’ la paura c’è, vista la sofferenza che provano i malati, il modo in cui si muore…”, ammette Agostini. “Però ho anche fiducia, perché mi sono chiuso in casa, rispetto le regole, e tutti dovrebbero rispettarle. È un grosso sacrificio ma se lo facciamo tutti insieme ne veniamo fuori, altrimenti continueremo a trascinare il problema per molti mesi. Penso che sia giusta un’ulteriore stretta sulle chiusure per un periodo. È una grande perdita, ma la vita è più importante dei soldi. Se ci sono aziende ancora aperte la gente continua ad andare in giro, invece dovrebbero rimanere aperte solo quelle strettamente essenziali per vivere, come farmacie e supermercati, negozi alimentari. Il resto è superfluo. Bisogna stare fermi. È uno sforzo enorme, ma dobbiamo renderci conto che è un momento veramente drammatico”.

Agostini sulla ripartenza del Motomondiale

Agostini racconta di trascorrere queste giornate chiuso in casa riordinando la sala trofei, le fotografie, i ricordi di una vita indimenticabile, oltre naturalmente alle sue moto. Ma, come per tutti gli appassionati, anche per il pluricampione l’assenza del motociclismo è un’ulteriore fonte di dispiacere: “Per me che amo questo sport è un colpo al cuore. L’emozione che ancora oggi mi danno le gare, anche solo guardarle, l’attesa della domenica per vedere chi vince, chi è il più bravo… Tutto questo mi manca molto, ma dobbiamo renderci conto che è stata una disgrazia inconcepibile: io non avrei mai pensato che, dato il livello della medicina e della tecnologia, un virus potesse metterci in ginocchio. Ce la faremo a sconfiggerlo, ma per ora vediamo solo morti, ogni giorno c’è solo un grande dispiacere. Ne usciremo, ma sarà ancora lunga, perché quando passerà non potremo subito tornare alle vecchie abitudini. Anche per i Gran Premi, gli eventi sportivi: non si può pensare di riunire decine di migliaia di persone, perché tutto il mondo è in crisi, non solo l’Italia. Questo è il grande problema: anche quando i contagi inizieranno a calare comunque ci sarà ancora gente malata, quindi dovremo aspettare non solo che la trasmissione si fermi, ma che tutti siano guariti”.

E presto arriverà il momento di ripartire, anche con il Motomondiale: “Si ripartirà allo stesso livello, nel senso che saranno tutti un po’ meno allenati: anziché girare in 1:30 si girerà in 1:31, va bene, ma il migliore vincerà sempre. Poi sono tutti giovani, questo fa la differenza”, conclude Mino.

Giacomo Agostini (Foto Mirco Lazzari gp/Getty Images)
Giacomo Agostini (Foto Mirco Lazzari gp/Getty Images)