La F1 sta studiando svariate soluzioni per portare a termine il maggior numero possibile di GP. Si pensa anche a ridurre i weekend di un giorno.

F1 (Getty Images)
F1 (Getty Images)

La F1 sta vivendo giornate non proprio semplici. La questione Australia non è stata gestita proprio ottimamente e ha bruciato tantissimi soldi, mettendo ulteriormente in difficoltà quei team che di solito si sorreggono grazie a pochi sponsor. Al momento sono in forse diversi Gran Premi a causa del Coronavirus e qualora questi GP dovessero saltare non farebbe di certo bene al movimento.

Il numero di Gran Premi che cresce ogni stagione non è certo uno sfizio di Liberty Media, piuttosto una necessità per coprire parte dei costi del circus. Ogni paese, infatti, per essere presente in calendario versa una quota e nel momento in cui salta quel determinato Gran Premio allora saltano anche i soldi pattuiti.

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Difficile che saltino troppe gare

Durante un’intervista rilasciata a Sky, Ross Brawn ha fatto presente che non sarebbe un dramma ridurre il calendario, visto che in passato si correvano solo 15-16 gare l’anno. Questo è vero, ma è difficile che questa F1 riesca a fare a meno di così tanti soldi.

Proprio per questo sono al vaglio svariate ipotesi per disputare il maggior numero possibile di gare una volta risolta la questione Coronavirus. Una delle ipotesi che più si fanno strada in queste ore e che è stata avallata dallo stesso Brawn è la possibilità di ridurre i weekend di F1 a soli 2 giorni, o meglio compattare le prove libere al sabato quando si fanno le qualifiche ed eliminare così il venerdì.

Il problema dei tanti GP ravvicinati, infatti, è rappresentato proprio da problemi di logistica. Spostare l’intero circus in pochi giorni è complicatissimo ed eliminare una giornata di prove potrebbe essere la ricetta giusta per permettere ai team di fare più gare consecutive.

Antonio Russo

Melbourne GP (Getty Images)
Melbourne (Getty Images)